Category Le nostre produzioni

L’albero amico

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA


Sabato 7 e domenica 8 febbraio 2026; ore 16:30 / Martedì 19 maggio 2026, ore 10.30 per le Scuole / TEATRO MONGIOVINO / dai 4 agli 8 anni /

  • Di: Alessandro e Icaro Accettella
  • Messa in scena: Alessandro Accettella
  • Con: Alessandro Accettella e Viviana Mancini
  • Luci e fonica: Roberto de Leon
  • Tecnica: teatro di marionette a filo

Una storia di amicizia tra un bambino e un albero, ispirata all’omonimo racconto di Shel Silverstein.

La storia racconta di una fortissima e bellissima amicizia tra un bambino e un albero.
Tutti i giorni il bambino gioca con lui.
Dalle radici si arrampica su…su…tra i suoi intricati rami e attraverso le sue foglie…fino a toccare il cielo.
La salita è occasione di diversi incontri: gli occhi delle civette, il volo degli uccelli, streghe e fantasmi, i cristalli della neve, i due innamorati, un gatto e un topo che giocano a nascondino, gli aerei di carta e gli aquiloni e un burattino di legno… Un giorno, però, il bambino incontra un falegname che decide di portare via l’albero per farne una barca che possa viaggiare per il mondo e per costruire una casa nella quale poter vivere.
Un camion si porta via l’albero e al bambino non restano che le fantasticherie e i ricordi del suo compagno di giochi. Saranno il gatto e il topo a mettere nel terreno…un seme.
E da questo seme nascerà una nuova vita, un nuovo albero, un nuovo compagno di giochi.

Lo spettacolo si propone di sensibilizzare i bambini al rispetto di ogni individuo e della natura che ci circonda, stimolandone anche il senso critico attraverso il cammino e la scoperta.
Inoltre la storia, semplice e lineare, sottolinea l’importanza dei valori dell’amore e dell’amicizia.


I tre porcellini

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA /

Spettacolo disponibile per la stagione 26/27


  • Testo e regia: Danilo Conti e Antonella Piroli;
    Con: Alessandro Accettella e Silvia Grande;
    Pupazzi: Brina Babini;
    Scene: Tanti Cosi Progetti;
    Musiche: Davide Castiglia
  • Luci: Andrea Cardelli
    Tecnica utilizzata: teatro d’attore e di figura
  • Età consigliata: dai 3 anni

I tre porcellini è un classico della tradizione inglese la cui prima versione risale al 1843 circa, quando O. J. Halliwell la inserisce all’interno delle sue Nursery Rhymes and Nursery Tales.

Da quel momento in poi man mano che si è tramandata di generazione in generazione. Ma è proprio a quella prima stesura della fiaba a cui la compagnia si è ispirata per rappresentare la vicenda di questi tre fratellini che si trovano ad avere a che fare con il loro (e nostro) più feroce nemico: il lupo.

Per difendersi da questo essere malvagio il porcellino più piccolo costruisce una cassetta con la paglia e il mediano con la legna: entrambi ergono i loro rifugi in fretta, in modo da poter rimanere più tempo possibile per dedicarsi ai giochi. Pagheranno la loro superficialità quando il lupo, distruggendo le case in un sol soffio, se li mangerà avidamente.

Il fratellino più grande invece, con fare saggio e prevedendo la pericolosità e l’astuzia del lupo, costruisce una solida casa di mattoni e, alla fine riesce a sconfiggerlo. I tre porcellini insegna in modo molto divertente e drammatico, soprattutto rivolgendosi ai bambini più piccoli, che non bisogna essere pigri e prendercela comoda, potrebbe essere molto pericoloso: il senso della storia è di far capire che la sopravvivenza dipende da un lavoro unito alla capacità di essere previdenti. Le case che i tre porcellini costruiscono simboleggiano il progresso dell’uomo nella storia, nel corso della propria vita; con il terzo porcellino si arriva alla maturità, all’intelligenza, attraverso le quali è possibile sconfiggere potenze forti e insidiose.

Le fiabe sono fatte per essere raccontate ai bambini, e diversi sono i modi per poterle raccontare, in tante maniere si possono incantare i bambini; per la fiaba forse il più comune è quello della narrazione (anche i genitori leggendo le fiabe ai figli diventano narratori, cercando di raccontare i fatti creando un’atmosfera che catturi l’attenzione di chi l’ascolta, interpretando i personaggi differenziando le voci…), ma Danilo Conti ha scelto di proporla attraverso un linguaggio in cui l’attore in scena agisce e interagisce con tanti elementi, manipolandoli, giocando con essi.


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Spettacolo vincitore del Premio Otello Sarzi 2020 – Sezione Teatro di Figura – RESPONSO GIURIA


Note di produzione e di regia

‘I tre porcellini’ è un remake dello spettacolo prodotto nel 1998 da Tanti Cosi Progetti nel quale gli attori Danilo Conti e Antonella Piroli erano in scena assieme ai pupazzi, personaggi della storia. Lo spettacolo ricevette numerosi consensi, segnalazioni e menzioni; un lavoro che da subito colpì, soprattutto per la tecnica di animazione dei pupazzi innovativa, in particolare facendo riferimento a Danilo che diventava tutt’uno con la figura del lupo.

“Il remake ha un senso se ricrea lo spettacolo, ne porta alla luce, pur mantenendo, come in questo caso, la struttura scenografica originale, la sonorità musicale e la traccia del testo, visioni nascoste, trame, tessiture non manifestate nel corso del tempo. Per questo l’idea di un remake nasce quando si verificano precise condizioni di possibilità. In questo senso l’idea di allestire I Porcellini con il Teatro delle Marionette degli Accettella trova il suo fondamento nel percorso di collaborazione, frequentazione, conoscenza che da tempo coltiviamo insieme e che ci ha portato a realizzare alcuni spettacoli e a confrontare i nostri percorsi di creazione. Il TMA, da sempre, coniuga la tradizione del teatro di Marionette con una visione di teatro estremamente tecnica, virtuosa e al contempo esplorativa.  Il lavoro di creazione investe più ambiti e trae suggestioni da pittura, illustrazione, fumetto, letteratura, danza, recitazione; intuizioni drammaturgiche nelle quali attori e figure sperimentano possibilità di dialogo e creano lo spazio scenico, il tempo, l’azione.  Alessandro Accettella e Stefania Umana hanno restituito a me e ad Antonella, per utilizzare un linguaggio cinematografico, la visione in controcampo dello spettacolo. I nostri personaggi, le nostre azioni, le nostre espressioni hanno scoperto, sfruttando un’altra angolazione, un’identità affine. Si è creato un dialogo: I Porcellini di Antonella si sono incontrati con I Porcellini di Stefania e si sono riconosciuti, così come Il Lupo di Alessandro e Il Lupo di Danilo. Un remake deve fondarsi su questa possibilità di conservare, conoscere, confrontare, infine allontanarsi, ognuno sulle proprie gambe. I Porcellini di Antonella, più ingenui, istintivi, sprovveduti, canzonatòri, incontrano I Porcellini di Stefania che, sempre in dialogo con lei, sono ironici, bambineschi, pasticcioni. Il Lupo di Danilo ripete poche battute, privilegia il movimento nello spazio e i versi aggressivi e grotteschi. Il Lupo di Alessandro, manifestando animalità lupesca, è quasi un gentlemen al confronto: i due dialogano spesso, ironia e surplace, azione misurata. Danilo e Antonella tendono a fondersi con le figure, ad annullare la sottile linea di demarcazione tra attore e personaggio animato.  La qualità di Alessandro e Stefania è di porre l’accento nel desiderio di essere in scena con le figure, di creare anche per se stessi una partitura da interpretare insieme ai personaggi animati della storia. Il testo del narrato o dei dialoghi, che nella versione originale si è formato via via che si facevano le prove, prima di essere scritto, anche in questo remake, ha mantenuto lo stesso percorso. In tutte e due le versioni gli interpreti si sono cuciti addosso il testo, arricchito di espressioni spontanee, sfruttando ritmi, musicalità, parole consone alla loro personalità. In questo modo si è operata una riscrittura che nel remake è andata nella direzione di dare scioltezza, naturalezza e spontaneità ai due interpreti. In questa direzione va anche la scelta di affidare ad un’artista come Brina Babini la realizzazione di nuovi pupazzi dei Porcellini e del Lupo. Brina, dopo avere studiato i pupazzi originali e conoscendo gli attori del TMA, in stretta collaborazione con noi, ha realizzato i personaggi della storia ispirandosi ad alcuni cartoni animati d’epoca. Le nuove figure sono state realizzate pensando ad Alessandro e Stefania, alle loro qualità e al loro rapporto sulla scena basato su un’improvvisazione che genera complicità, contrasti, esilaranti botta e risposta. E tutto questo ha arricchito il nostro sguardo nel curare la regia dell’allestimento e di conseguenza disegnato uno spettacolo nuovo, che dalla traccia della matrice, profondamente rispettata, riesce a rendersi creazione originale e ad aggiungere valore.”

Danilo Conti

L’ochina e la volpe

Teatro delle Marionette degli Accettella /

Sabato 6 e domenica 7 dicembre 2025, ore 16.30 / Martedì 10 febbraio 2026, 10:30, per le Scuole / TEATRO MONGIOVINO / dai 3 anni /


E’ una fiaba popolare di sapore antico tutta intessuta di semplicità e di praticità ma densa di significati e ricca di immagini.
E’ la storia di un’oca che fa le uova e di una volpe rossa che gliele ruba.
E’ la storia di un fabbro – ferraio che costruisce per l’oca una casetta di ferro.
E’ la storia di una volpe ghiotta e furba che si maschera da pulcino e da pesce, per ingannare l’oca.
E’ la storia di un ochino che nasce d’autunno dall’uovo più caldo e liscio, mentre cadono le foglie.
E’ la storia di una, due, tre zucche che nascondono un ochino.
E’ la storia di una nevicata.
E’ la storia di un’oca e di una volpe che fanno la pace perché finalmente si sono parlate e spiegate.

Nel 1956 un grande scrittore italiano, Italo Calvino, è andato in giro per l’Italia per farsi raccontare fiabe del tempo antico che non erano state scritte ma che si tramandavano oralmente (di bocca in bocca). Ne ha messe insieme 200, scegliendole tra regioni, città e paesi, e le ha pubblicate nell’italiano di oggi (perché la maggior parte erano in dialetto) in un libro intitolato FIABE ITALIANE in due volumi.
Lo spettacolo ‘L’ochina e la volpe’ viene da ‘LE OCHINE’ raccontata chissà quanti anni addietro nella campagna toscana presso Siena e precisamente nella Maremma.



 

Dearest Pinocchio

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA

Sabato 18 e 25, Domenica 19 e 26 ottobre: ore 17:00/ Martedì 21 ottobre 2025, 10:30, per le Scuole / TEATRO MONGIOVINO / dai 5 anni


  • Compagnia: Karumi Project e Compagnia degli Accettella / Teatro Mongiovino
  • Regia: Alessandro Accettella
  • Marionettisti: Alessandro Accettella, Viviana Mancini, Gianni Silano
  • Tecnici: Roberto De Leon (luci e fonica)
  • Musiche: Flavio Cangialosi e Pino Cangialosi (elaborazione sonora), Gianni Silano montaggio sonoro)
  • Doppiatori: Irene Trotta, Matteo Costantini, Riccardo Burbi, Cristian Vespe; Paola Sacco (traduzione e supervisione linguistica)
  • Marionette: Ferdinando Codognotto

Uno spettacolo di marionette a filo, in lingua inglese, che rivisita l’iconica storia di Pinocchio coniugando tradizione italiana del teatro di figura e innovazione linguistica.

Preparatevi a tuffarvi in un mondo magico con Dearest Pinocchio, uno spettacolo di marionette a filo che vi racconterà la storia del burattino più famoso del mondo… in inglese! Vedrete Pinocchio prendere vita grazie ai fili magici dei burattinai della Compagnia degli Accettella, una delle ultime famiglie in Italia a portare avanti questa antica tradizione!
Le marionette, create dal maestro Ferdinando Codognotto, vi faranno ridere e commuovere mentre Pinocchio impara cosa significa diventare un bambino vero. Non solo vi divertirete, ma imparerete anche tante parole nuove in inglese! Lo spettacolo è perfetto per le scuole che vogliono unire l’apprendimento della lingua inglese alla scoperta del teatro di figura italiano. E chissà, magari dopo lo spettacolo avrete anche voi voglia di costruire la vostra marionetta!

Obiettivi educativi:

Le marionette, strumenti tradizionali del teatro, offrono uno strumento educativo unico, permettendo agli spettatori di immergersi nella cultura e nel folklore italiano mentre apprendono una lingua straniera.

– Integrazione Culturale: favorire la comprensione della cultura italiana attraverso una delle sue storie più celebri, Pinocchio.
– Apprendimento Linguistico: offrire un’esperienza di apprendimento della lingua inglese in modo coinvolgente e interattivo.
– Tradizione e Innovazione: esplorare l’incontro tra tradizione teatrale e nuove forme di espressione artistica.
– Promozione del Turismo Culturale: incoraggiare il turismo culturale a Roma attraverso eventi teatrali che attraggono un pubblico internazionale.

Pinocchio in Pinocchio

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA

Sabato 25 e domenica 26 gennaio 2025; ore 16:30 / TEATRO MONGIOVINO / dai 3 anni /


  • di Icaro Accettella /
  • regia Alessandro Accettella /
  • Musiche originali di Stefano Accettella /
  • marionettisti Alessandro Accettella, Viviana Mancini, Silvia Grande e Gianni Silano /
  • luci Roberto De Leon /

Uno spettacolo storico della Compagnia marionettistica degli Accettella con le grandi marionette di Ferdinando Codognotto

Pinocchio, il celebre e centenario “burattino” di Collodi, è un pozzo di significati.
E’ come se un Pinocchio stesse dentro un altro, ed un altro dentro un altro ancora; ogni giorno ne viene fuori uno diverso, quante sono le chiavi di lettura.
Da qui uno spettacolo almeno “doppio”, uno tutto “dentro” ed uno tutto “fuori”:
uno fatto di falegnami, di botteghe, di viuzze, di paese, di compagni di scuola…… , insomma, tutto cose …. ed un altro fatto di parrucche gialle, di ombre parlanti, di fuochi, di barbacce nere, di campi miracolosi, di casine di cristallo, di bocche spropositate, di pescicane …….., insomma, tutto simboli e segni.

Da qui spazi scenici che si incastrano, figure che si sdoppiano ingigantendosi o riducendosi, ombre e luci che sbucano dappertutto…
Ed oggetti teatrali che crescono e spariscono……….
Da qui pulcini, grilli, gatti, corvi, civette, asini, pesci…….
Alla fine Pinocchio rompe la “gabbia” degli incubi, delle paure, delle illusioni, delle speranze……
E ricomincia cosciente le sue “avventure” , è un burattino o un bambino?
Diciamo che è un Pinocchio “diverso”.


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A capofitto

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA

  • Testo e Regia: Silvia Grande e Stefania Umana
    Scene: 
    Andrea Croci
    Con: 
    Silvia Grande e Stefania Umana
  • Musiche: Nico Maraja
  • Luci: Roberto De Leon
  • dai 5 anni in su

Liberamente ispirato alle storie di Alice Cascherina di Gianni Rodari

Due anziane signore, Erminia e Annunziata, cuciono insieme una coperta per il nipotino che sta per nascere.
E’ il tempo dell’attesa e, dalla quotidianità delle loro azioni, si ritroveranno a vivere loro stesse le avventure che augurano al nipotino, in un gioco che le trasporterà dal mondo della realtà a quello della fantasia.
Le due nonnine intraprenderanno, così, un viaggio nel profondo del mare per risalire e perdersi nel mondo delle fiabe e poi in quello di una notte buia illuminata solo dalla luce delle lucciole.
Seguendo la tradizione del patchwork, che è l’arte del cucire raccontando, le due protagoniste, durante la preparazione della coperta, raccontano storie per lasciarle impresse nella stoffa così che, il loro, non sia solo un regalo materiale al nipotino, ma un augurio per una vita piena di stupore e di meraviglia.

Lo spettacolo si snoda attraverso le varie fasi della giornata (mattina, pomeriggio e sera) e della preparazione della coperta (scelta delle stoffe, taglio e cucito) e ciascuna azione porta le nonne a raccontare una storia fino a che la giornata volge al termine e la coperta è pronta.
Con l’arrivo della notte il mondo della fantasia e della realtà, non saranno più così separati e la coperta, illuminata dalle lucciole, diventerà il simbolo del “Paese delle Meraviglie” che non è poi così lontano dal mondo reale.
Lo spettacolo è stato ispirato dalla poetica di Gianni Rodari e le storie raccontate sono tratte da Alice Cascherina dal libro “Favole al telefono”.
Sono favole che puntano lo sguardo sulla curiosità e la spontaneità attraverso la quale i bambini osservano il mondo che li circonda. La vista magica e originale che rivolgono alle cose e agli eventi li porta a cadervi dentro: “a capofitto“, appunto, consentendogli di scoprire ciò che è giusto o sbagliato riconoscendo le sfumature delle emozioni.
Le avventure di Alice sono quelle di tutti i bambini, quelle che li conducono sempre un po’ più vicini al mondo e a se stessi, una caduta dopo l’altra.

Cadon le stelle dal firmamento,
cadon le foglie portate dal vento,
cade l’asta del tranvai,
ma il cascherino non casca mai.
(G. Rodari)


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Lupo azzurro e Africa

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA


  • Testo e Regia: Danilo Conti
  • Con: Alessandro Accettella e Silvia Grande
  • Sagome: Silvia Grande
  • Luci: Andrea Cardelli e Roberto de Leon
  • Età consigliata: dai 5 ai 9 anni

Spettacolo con attori e ombre che desidera restituire al pubblico l’intensa e delicata atmosfera dell’incontro tra i due principali personaggi che, dopo un primo momento, desiderano condividere le loro storie.
La trama ha radici, per poi distaccarsene in una soluzione poetica liberamente ispirata, nella lettura dell’Occhio del Lupo di Daniel Pennac.
Ne nasce una storia visionaria e struggente che offre alle ombre, realizzate da Silvia Grande, la suggestione per creare immagini, ambienti e atmosfere.
Il Lupo e il Bambino provengono da mondi molto lontani, il nord e il sud del pianeta, vittime di povertà, degrado dell’ambiente e violenza.
Il loro occasionale incontro rivela le affinità delle loro esistenze costantemente in fuga da situazioni minacciose: la caccia, la migrazione, la guerra, una solitudine che solo l’amicizia può alleviare e il desiderio di essere vivi che il Bambino riesce a trasmettere al Lupo.
Nella tradizione di Accettella Teatro le drammaturgie vengono affrontate utilizzando differenti linguaggi che intendono arricchire la scena di stimoli e significati: attori (Alessandro Accettella e Silvia Grande), ombre e marionette a filo sono qui i protagonisti.
L’intreccio di ambienti musicali che si desiderano sempre molto curati, la misurata recitazione a volte registrata e in momenti dal vivo, la manipolazione degli oggetti e la cura della scena sono da sempre elementi cardine della ricerca e del percorso della compagnia.


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Note di Regia:
I due protagonisti dello spettacolo provengono da mondi lontani, il nord e il sud della terra. Mondi minacciati dai cambiamenti climatici che desertificano il sud e sciolgono le calotte polari al nord. si incontrano separati dalle inferriate della gabbia di uno zoo, ma uniti dalla profondità dello sguardo. Un lupo e un bambino, rappresentanti di una parte della popolazione terrestre sempre meno tutelata e fragile, di ecosistemi non rispettati e sofferenti. L’uno strappato alle sue terre, al suo habitat selvaggio e naturale, il grande nord, e venduto allo zoo, l’altro esule che, scampato ad una guerra, che sono sempre i grandi a decidere spinti da sete di potere a dai mercati finanziari, abbandona affetti e giochi e si ritrova in un mondo straniero. Si, perché non sono loro ad essere stranieri, è il mondo che ora li ospita ad esserlo. Si incontrano e si riconoscono, si raccontano le loro storie, vincono le diffidenze, liberano sentimenti. Le sbarre della gabbia si dissolvono, i confini svaniscono, i ricordi delineano le loro nature, le amicizie passate, la purezza delle loro intenzioni, la loro storia.


Una viola al polo nord

In scena al Teatro Mongiovino il 20 e 21 gennaio 2024 alle 16.30; il 23 gennaio 2024 alle 10.30 (per le Scuole)

Regia di Alessandro Accettella e Gianni Silano

Con Alessandro Accettella, Gianni Silano, Silvia Grande, Viviana Mancini

Tecnica utilizzata: Teatro di marionette, teatro di figura

Ci sono tanti modi per conoscere ed incontrare il “diverso” : una predica, una ricerca, una dimostrazione…
Noi lo facciamo con una brevissima e poeticissima favola di Gianni Rodari, tratta da “Favole al telefono”, uno dei suoi libri più conosciuti.
La storia tratta un argomento di grande attualità come il cambiamento climatico e racconta di una violetta mammola che spunta tra i ghiacci del Polo Nord suscitando grande stupore e curiosità da parte di tutti gli animali che vivono lì… tra i ghiacci eterni.
Nel vederla così profumata, così colorata e così diversa da loro, foche, merluzzo, orsi bianchi, lupi… fanno fatica ad accettarla ma uno stormo di gabbiani farà capire loro che il mondo non è tutto uguale. C’è tanto tanto di più!

Lo spettacolo ci porta ad una riflessione sull’accettazione della diversità e sull’importanza dell’integrazione e si offre come spunto e occasione per conoscere meglio l’arte narrativa di Gianni Rodari, sempre vicino alle tematiche sociali.
Un omaggio ad un grande autore, alla sua incredibile capacità di creare storie attraverso tecniche creative basate spesso su giochi di parole e invenzioni linguistiche.

La filastrocca di Pinocchio

In scena al Teatro Mongiovino alle 17.30 del 21 maggio (spettacolo esaurito)

Un’interessante contaminazione tra lo spettacolo storico degli Accettella e il testo di Gianni Rodari.
Alle fine dello spettacolo laboratorio di teatro d’ombre

Regia Alessandro Accettella

con Alessandro Accettella e Silvia Grande

Tecnica utilizzata: Teatro d’attore e marionette

Fascia d’età: 2-5 anni

“Qui comincia, aprite l’occhio, l’avventura di Pinocchio, burattino famosissimo per il naso arcilunghissimo …” Inizia così “La Filastrocca di Pinocchio” nelle rime di Gianni Rodari. Pubblicata la prima volta nel 1954, ancora oggi più che mai viva e affascinante nel suo originalissimo narrare per versi la storia del burattino più famoso del mondo. Il progetto teatrale ha come obiettivo quello di far conoscere ai bambini più piccoli non solo le mirabolanti avventure i Pinocchio e dei protagonisti del romanzo di Collodi (il Grillo Parlante, Geppetto, Mangiafuoco, il Gatto e la Volpe, La Fata, Lucignolo e molti altri), ma anche l’arte narrativa di Gianni Rodari. Lo spettacolo (tutto rigorosamente in rima) si sviluppa attraverso movimenti marionettistici, voci attoriali dal vivo e coinvolgenti momenti musicali.

Alla fine dello spettacolo si terrà un laboratorio di teatro d’ombre. I bambini realizzeranno e costruiranno alcuni dei protagonisti del racconto (Pinocchio, il Grillo parlante, la Fatina e Mangiafuoco) e, con l’aiuto degli attori, animeranno i loro personaggi dietro un magico schermo bianco.

Il laboratorio prevede un costo aggiuntivo di € 3,00 a bambino. I genitori sono invitati a partecipare gratuitamente

Martino e la balena

In scena al Teatro Mongiovino il 6 febbraio 2024 alle 10.30, per le Scuole

Di Icaro Accettella e Stefania Umana
Messa in scena di Stefania Umana
oggetti scenici Misa Poltronieri
luci Roberto De Leon
con Silvia Grande
Tecnica utilizzata: Teatro di figura e d’attore

Martino è un bimbo come tanti, vive in un piccolo paese affacciato sul mare, baciato dal sole e pieno di colori. La sua più grande passione è fare il pescatore. Tutte le notti esce in mare con la sua barchetta e si addormenta coccolato dalle onde. Ma un giorno accade qualcosa di diverso: sente un suono, un lamento … E’ una balena che con il suo cucciolo si è arenata sulla spiaggia e chiede aiuto … non può più nuotare, il mare è troppo inquinato e non riesce più a respirare!
Sarà Martino insieme agli spettatori a cercare una soluzione per salvare la balena e non solo, bisognerà salvare anche il mare che l’uomo ha fatto pian piano ammalare …
Una storia dolcissima e di grande sensibilizzazione verso la natura, raccontata in rima, che parla di coraggio, rispetto e collaborazione.
Il pubblico assiste allo spettacolo all’interno dello spazio scenico, circondati dal calore delle luci e della musica e, attraverso l’utilizzo di scenografie, oggetti, odori, saranno coinvolti nell’interpretazione della storia dall’attrice, diventando parte integrante dello spettacolo.