Canto di Natale

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA


SPETTACOLO DISPONIBILE PER LA STAGIONE 26/27 /

  • testo e regia: Danilo Conti
  • con: Romano Talevi
  • ANIMAZIONE: Alessandro Accettella e Valentina Bazzucchi
  • scenografie: Danilo Conti e Antonella Piroli
  • pupazzi: Antonia D’Amore
  • costumi: Matteo Rigola
  • luci: Sara Marfella
  • tecnica: Teatro d’attore, teatro di figura e marionette a filo
  • Età consigliata: dagli 8 anni

Dal romanzo di Charles Dickens uno spettacolo che ripercorre le atmosfere, le emozioni e i significati di uno dei racconti sul Natale più belli e commoventi.

E’ la sera della vigilia di Natale in una Londra di metà Ottocento quando tre spiriti, quello del Natale Passato, del Natale Presente e del Natale Futuro, fanno visita all’anziano e scorbutico Ebenezer Scrooge che mal sopporta il clima di festa che coinvolge la città e che durante la sua vita ha trascurato tutto e tutti, compresa la sua famiglia. I tre fantasmi faranno ripercorrere a Scrooge la sua esistenza fino a quel momento, il suo presente, e gli faranno vedere cosa accadrà nel futuro. Spettatore, suo malgrado, di questi eventi e premonizioni, Scrooge capirà i suoi errori e cercherà di porre rimedio a ciò che ha fatto di sbagliato.

E’ la sera della vigilia di Natale in una Londra di metà Ottocento quando un uomo, avaro ed egoista, cambierà per sempre!

Dal romanzo di Charles Dickens pubblicato nel 1843, uno spettacolo che, utilizzando le tecniche del Teatro d’attore, del Teatro delle marionette e delle figure, ripercorrerà le atmosfere, le emozioni e i significati di uno dei racconti sul Natale più belli e commoventi.


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C’era una notte

ACCETTELLA TEATRO /

spettacolo in distribuzione per la stagione 26/27 /


  • Di: Silvia Grande /
  • Con: Valentina Bazzucchi e Silvia Grande
  • Scene: Valentina Bazzucchi
  • Musiche: originali Nico Maraja
  • Regia: Silvia Grande
  • Luci e fonica: Roberto de Leon
  • Tecnica: Teatro d’attore e di figura
  • Fascia d’età: dai 4 ai 7 anni


Cosa succede se, per un momento di distrazione, qualcuno che è abituato a uscire in compagnia, alla piena luce del giorno, si ritrova fuori, da solo, di notte? Cosa si prova ad allontanarsi da ciò che è familiare, per avventurarsi nell’ignoto? È possibile imparare ad integrare il mondo sconosciuto?
La pecora Berenice, una notte, rimane sola, al buio, fuori dal gregge. È eccitata per le scoperte, ma ha anche paura dell’ignoto.
Dopo aver incontrato un mondo diverso, spaventoso e meraviglioso e vissuto nuove emozioni, come sarà per Berenice tornare alla quotidianità? Cosa sceglierà: fare tesoro delle scoperte e tornare alla normalità, o continuare ad avventurarsi nel mondo sconosciuto? Non c’è una scelta più giusta dell’altra. Ma bisogna conoscere per poter scegliere.
“C’era una notte” è la storia di ogni bambino che cresce.

La messinscena dà risalto ai contrasti su cui si basa il racconto: dentro-fuori, insieme-da soli, luce-buio, basso-alto. In scena, un’attrice interpreta il ruolo di Berenice, mentre un’animatrice dà vita al mondo che la circonda, utilizzando tecniche di teatro di figura (ombre principalmente). Uno spettacolo incentrato sulla potenza evocativa di parole, immagini, suoni e musica, privilegiando un linguaggio visivo.

Verdebosco

spettacolo in distribuzione per la stagione 26/27

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA /


  • Ideazione, drammaturgia: Alessandro Accettella e Arianna Fioravanti /
    Con: Alessandro Accettella e Viviana Mancini
    Marionette e maschere: Ferdinando Codognotto, Roberta Socci, Brina Babini
    Luci: Italo Frigerio
    Tecnica: Teatro di marionette e teatro d’attore
    Età consigliata: 2-5 anni

Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non vide nessuno (Martin Luther King)

Arianna è una bambina curiosa e, a suo dire, anche molto coraggiosa. Il suo desiderio più grande è quello di poter entrare nel bosco che circonda la sua casetta, per vedere cosa si nasconde al suo interno. Così, un giorno, senza dire niente ai suoi genitori Arianna esce di casa … Attraverso un sentiero di sassi, tra fitti rami e fiori colorati, la piccola comincia la sua avventura nel bosco … ma, come spesso accade nelle fiabe, Arianna si perde dopo un allegro girotondo. La sua paura comincia a crescere mano a mano che si avvicina la notte, mentre occhi misteriosi la osservano in ogni suo movimento. Passo dopo passo, Arianna incontrerà un lupo stanco di mangiare nonne e porcellini, un pesciolino finito nella rete di un pescatore, un serpente raffreddato, un falchetto ferito. Nessuno di loro conosce però la giusta via per ritrovare la sua casetta. Ma in fondo al sentiero di sassi … vive il Grande Gufo Saggio … che tutto sa … anche dove si trovano le casette perdute! Ma la piccola, per poter riabbracciare la sua mamma e il suo papà, dovrà fare ora il passo più importante, quello che le consentirà di superare tutte le sue paure e la farà diventare grande!

Lo spettacolo si propone di sensibilizzare il bambino al rispetto degli altri, stimolandone il senso critico attraverso il cammino o viaggio di scoperta nel mondo degli animali. La vicenda presenta un modello di crescita interiore grazie al superamento di alcuni pregiudizi e alla volontà di stabilire una relazione di mutuo aiuto e convivenza non violenta con gli abitanti del bosco. La conoscenza , nella figura del Grande Gufo Saggio che la bimba incontra alla fine del percorso, rappresenta il controcanto della paura nonché un prezioso alleato per sconfiggerla.


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Pulcinella e la luna

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA

Spettacolo disponibile per la stagione 2026/2027 /


  • Di e con: Alessandro Accettella e Arianna Fiorin
  • Regia: Danilo Conti

Che strano tipo è Pulcinella!

Un giorno scopre che la sua pancia, sempre più affamata, sa parlare e cantare.

E così la convince ad esibirsi in pubblico per fare il Teatro.

La Luna, incuriosita, si gode la scena dall’alto e dice a Pulcinella che anche lei vuole fare il Teatro. Comincia così a raccontare due storie che la riguardano mentre Pulcinella si accuccia su di un tetto vicino.

Il primo racconto è una leggenda indiana che narra di un lupo che perde il suo cucciolo nella foresta e chiede alla luna un aiuto per ritrovarlo.

E poi c’è la fiaba persiana di un Re, che vuole raggiungere la luna costruendo una torre altissima di scatole fino a toccare il cielo.

Pulcinella ascolta le due bellissime storie e, perdutamente, si innamora della Luna. Ma è una storia d’amore impossibile. Troppo lontani i due, troppo diversi tra loro. Forse una dolcissima serenata d’amore potrebbe avvicinarli come mai prima d’ora.

Uno spettacolo con attori e marionette a filo caratterizzato da momenti delicati e poetici, passaggi divertenti e coinvolgenti e letture di filastrocche giocate con il pubblico. La musica, spesso protagonista, accompagna e fa da cornice alle suggestive scene interpretate dai protagonisti scandendone tempi e movimenti


Pinocchio in Pinocchio

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA

Sabato 25 e domenica 26 gennaio 2025; ore 16:30 / TEATRO MONGIOVINO / dai 3 anni /


  • di Icaro Accettella /
  • regia Alessandro Accettella /
  • Musiche originali di Stefano Accettella /
  • marionettisti Alessandro Accettella, Viviana Mancini, Silvia Grande e Gianni Silano /
  • luci Roberto De Leon /

Uno spettacolo storico della Compagnia marionettistica degli Accettella con le grandi marionette di Ferdinando Codognotto

Pinocchio, il celebre e centenario “burattino” di Collodi, è un pozzo di significati.
E’ come se un Pinocchio stesse dentro un altro, ed un altro dentro un altro ancora; ogni giorno ne viene fuori uno diverso, quante sono le chiavi di lettura.
Da qui uno spettacolo almeno “doppio”, uno tutto “dentro” ed uno tutto “fuori”:
uno fatto di falegnami, di botteghe, di viuzze, di paese, di compagni di scuola…… , insomma, tutto cose …. ed un altro fatto di parrucche gialle, di ombre parlanti, di fuochi, di barbacce nere, di campi miracolosi, di casine di cristallo, di bocche spropositate, di pescicane …….., insomma, tutto simboli e segni.

Da qui spazi scenici che si incastrano, figure che si sdoppiano ingigantendosi o riducendosi, ombre e luci che sbucano dappertutto…
Ed oggetti teatrali che crescono e spariscono……….
Da qui pulcini, grilli, gatti, corvi, civette, asini, pesci…….
Alla fine Pinocchio rompe la “gabbia” degli incubi, delle paure, delle illusioni, delle speranze……
E ricomincia cosciente le sue “avventure” , è un burattino o un bambino?
Diciamo che è un Pinocchio “diverso”.


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Addio Icaro

Dopo suo fratello Bruno e sua sorella Anna, il 18 dicembre ci ha lasciato Icaro Accettella. Una mancanza incolmabile per noi. Un pezzo di storia del Teatro Italiano, il protagonista di una storia incredibile, nata dalla voglia di fantasia dei genitori e alimentata da una tendenza artistica contagiosa che ha lasciato un’impronta indelebile in almeno tre generazioni romane e non solo.

Un uomo che ha dato al teatro tutto se stesso.

Giulio


Ciao Icaro
Non dimenticherò mai le tue presentazioni dei nostri spettacoli. La tua grande capacità di coinvolgere bambini e adulti allo stesso tempo. Gli spettacoli di Carnevale e della Befana soprattutto, giocavi con tutto il pubblico ed io, ancora piccolo, mi divertivo come un matto. Molte volte il vero spettacolo, ancor prima che le marionette entrassero in scena, eri tu! Anche quando non stavi in forma, in quel preciso momento, dimenticavi tutto e non ti fermava nessuno. Non dimenticherò i tanti sacrifici e il tuo grande amore per il teatro, la tua passione nello scrivere i testi degli spettacoli e i consigli che mi hai dato dopo la morte di papà. Sei stato per me un grande maestro. Mi mancherai tantissimo!

Alessandro

Prima che me lo scordo

Spettacolo disponibile per la stagione 2023/2024

Un seme, durante una notte di tempesta, cade dentro ad uno stivale abbandonato, pieno di foglie e di terra. Piano piano il seme germoglia e dà vita ad un grande albero, con salde radici e una chioma che sembra una nuvola. Silvia, accompagnata dalla piccola Nilde, una piantina cresciuta in un vaso con la quale tesse un linguaggio silenzioso, ci accompagna nella crescita del grande albero. L’albero riceve la visita di tanti piccoli animali che trovano nelle radici, nel tronco e nella chioma riparo, possibilità di vivere in pace e libertà, e in cambio di ciò lo accudiscono e lo tengono bene in salute. Gli animaletti ci parleranno delle regole che si sono dati per fare in modo che l’albero resti in vita sano e forte per permettere a loro di abitarlo. Silvia porta Nilde e il pubblico a visitare questo divertente mondo e infine rivela il nome dell’albero: Albero della Costituzione.

Note di regia:

Questi personaggi, così spontanei, semplici, a volte buffi ed efficaci ci ricordano che anche gli uomini stabiliscono delle regole per vivere pacificamente e in prosperità nella vita di tutti i giorni. Regole che si trovano scritte nella Costituzione della nostra Repubblica che è la Carta fondamentale dello Stato Italiano. Che cosa c’è scritto nella Costituzione? Ci sono scritte le leggi che regolano l’organizzazione dello stato italiano, il rapporto tra lo stato e i cittadini, cioè uomini, donne, bambini e bambine che ci vivono, e i rapporti dei cittadini tra loro. Ma perché la Costituzione è così importante? Perché fa in modo che tutti possano vivere in pace, studiare e diventare intelligenti, poter lavorare e, soprattutto, essere considerati tutti uguali, cioè tutti con gli stessi diritti, la stessa dignità, lo stesso valore di esseri umani. La Costituzione è un solido albero, ben piantato e forte, che permette ai suoi piccoli abitanti di trascorrere la loro vita in pace, serenità, cultura, occupazione e…amore. Un piccolo topolino che all’inizio dello spettacolo si era nascosto dentro lo stivale, che ha svolto la funzione di vaso per il piccolo seme da cui è nato l’albero, ci porterà a comprendere che la scelta dello stivale, da cui si dirameranno poi le radici, altro non è che un richiamo alla forma che ha l’Italia come penisola: si sviluppa proprio come uno stivale. E il semino è germogliato dopo la grande tempesta della seconda guerra mondiale, nel 1947, e ha trovato terreno fertile nei cuori, nelle menti, nello spirito dei padri costituenti che hanno reso possibile la nascita della Repubblica. Si, perché prima l’Italia era un regno, c’era un re, e questa è storia, e…”prima che me lo scordo” vorrebbe portare i piccoli e grandi spettatori ad apprezzare e introdurre alla conoscenza della Costituzione Italiana.