A capofitto

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA

Giovedì 23 luglio 2026, ore 21.30 / Via della Torre di San Vincenzo (LI) / Venerdì 24 luglio 2026, ore 21.30 / Via Arnino di Marina di Pisa (PI)/

  • Testo e Regia: Silvia Grande e Stefania Umana
    Scene: 
    Andrea Croci
    Con: 
    Silvia Grande e Stefania Umana
  • Musiche: Nico Maraja
  • Luci: Roberto De Leon
  • dai 5 anni in su

Liberamente ispirato alle storie di Alice Cascherina di Gianni Rodari

Due anziane signore, Erminia e Annunziata, cuciono insieme una coperta per il nipotino che sta per nascere.
E’ il tempo dell’attesa e, dalla quotidianità delle loro azioni, si ritroveranno a vivere loro stesse le avventure che augurano al nipotino, in un gioco che le trasporterà dal mondo della realtà a quello della fantasia.
Le due nonnine intraprenderanno, così, un viaggio nel profondo del mare per risalire e perdersi nel mondo delle fiabe e poi in quello di una notte buia illuminata solo dalla luce delle lucciole.
Seguendo la tradizione del patchwork, che è l’arte del cucire raccontando, le due protagoniste, durante la preparazione della coperta, raccontano storie per lasciarle impresse nella stoffa così che, il loro, non sia solo un regalo materiale al nipotino, ma un augurio per una vita piena di stupore e di meraviglia.

Lo spettacolo si snoda attraverso le varie fasi della giornata (mattina, pomeriggio e sera) e della preparazione della coperta (scelta delle stoffe, taglio e cucito) e ciascuna azione porta le nonne a raccontare una storia fino a che la giornata volge al termine e la coperta è pronta.
Con l’arrivo della notte il mondo della fantasia e della realtà, non saranno più così separati e la coperta, illuminata dalle lucciole, diventerà il simbolo del “Paese delle Meraviglie” che non è poi così lontano dal mondo reale.
Lo spettacolo è stato ispirato dalla poetica di Gianni Rodari e le storie raccontate sono tratte da Alice Cascherina dal libro “Favole al telefono”.
Sono favole che puntano lo sguardo sulla curiosità e la spontaneità attraverso la quale i bambini osservano il mondo che li circonda. La vista magica e originale che rivolgono alle cose e agli eventi li porta a cadervi dentro: “a capofitto“, appunto, consentendogli di scoprire ciò che è giusto o sbagliato riconoscendo le sfumature delle emozioni.
Le avventure di Alice sono quelle di tutti i bambini, quelle che li conducono sempre un po’ più vicini al mondo e a se stessi, una caduta dopo l’altra.

Cadon le stelle dal firmamento,
cadon le foglie portate dal vento,
cade l’asta del tranvai,
ma il cascherino non casca mai.
(G. Rodari)


Gallery


Download

Il bambino caduto dal cielo

Teatro delle Marionette degli Accettella

Sabato 11 e 18, domenica 12 e 19 aprile 2026, ore 17.00 / Lunedì 20 aprile 2026, ore 10.30 per le Scuole / TEATRO MONGIOVINO / dai 5 ai 10 anni /

  • Di: Gianni Silano
  • Regia: Alessandro Accettella e Gianni Silano
  • Con: Alessandro Accettella, Viviana Mancini, Gianni Silano
  • Musiche: Gianni Silano
  • Luci e fonica: Italo Friggerio
  • Ombre e scenografie: Valentina Bazzucchi

Lo spettacolo è liberamente ispirato al romanzo di Antoine de Saint-Exupéry “Il piccolo principe”.

Un bambino caduto dal cielo… un extraterrestre?
Una creatura fantastica? Un miraggio nello sconfinato deserto del Sahara?
Con l’aereo in panne, insabbiato e col motore guasto, la scorta d’acqua sufficiente per una sola settimana, all’aviatore quella “straordinaria personcina” sembra proprio un abbaglio.
Eppure, in quella strana situazione, sentir parlare di rose, baobab, vulcani nani, volpi e pecore fa bene al cuore.
Un incontro inaspettato, piovuto dal cielo, che prende l’uomo alla sprovvista e lo induce a riflettere sull’importanza di un legame, di un affetto da coltivare, sulla tristezza delle molteplici “solitudini” che popolano il mondo.
E sono proprio queste le tematiche che questo piccolo musical realizzato con il teatro di marionette, le ombre, i disegni e le canzoni dal vivo vuole raccontare.
Una cosa accomuna i due protagonisti: l’insofferenza verso gli adulti, ai quali occorre spiegare ogni cosa, che parlano solo di cravatte, di affari e che, in un disegno, non sanno distinguere un cappello da un boa che ha appena ingoiato un elefante.
L’aviatore e il bambino si capiscono, parlano la stessa lingua, la lingua dell’essenziale, invisibile agli occhi ma non al cuore.


Gallery


Download


Note di produzione e di regia

In occasione dell’ottantesimo anniversario della prima pubblicazione del racconto del Piccolo Principe (Edizione americana del 6 aprile 1943 Reynald & Hitchcock), la Compagnia degli Accettella ripropone una storia intramontabile che ha coinvolto e commosso milioni di lettori di ogni età e che si presta a diverse chiavi di lettura.
L’allestimento proposto tocca tutti i temi che la favola incarna: la capacità dei bambini e delle bambine di avvicinarsi alle le cose non solo con gli occhi ma con il cuore e quindi entrare in profondità, a fronte della vacuità delle relazioni tra gli adulti per i quali solo l’effimero sembra rilevante, gli incontri “formativi”, nel senso di conoscenze educatrici che operano un cambiamento, le varie tipologie di solitudini, il tema della nostalgia, l’importanza, in una relazione, di un reciproco scambio e quindi di un “addomesticamento”.
Oltre a tutto ciò, si è preso spunto anche dal libro di Michel Bussi “Codice 612. Chi ha ucciso il piccolo Principe” (Ed. e/o 2023).
Tra le varie ipotesi raccontate dall’autore sulla scomparsa di Antoine de Saint-Exupéry, è stata scelta quella a nostro avviso più poetica e nel contempo vicina al mondo dei bambini: l’aviatore, fingendo di morire in una missione di guerra, si è nascosto in un’isola deserta, lontano dal “termitaio” del mondo, creando così un vuoto (“L’essenziale è invisibile agli occhi”).
Grazie ad esso, il bambino caduto dal cielo diventerà leggenda, tutto il mondo conoscerà le sue avventure e vivrà in eterno nei cuori di tutti.
Lo vedremo in scena, Antoine Pic- La Lune, seduto sotto una palma, a raccontare la storia del bambino ad un granchio e a tutti gli spettatori seduti in sala.

Dearest Pinocchio

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA

Sabato 18 e 25, Domenica 19 e 26 ottobre: ore 17:00/ Martedì 21 ottobre 2025, 10:30, per le Scuole / TEATRO MONGIOVINO / dai 5 anni


  • Compagnia: Karumi Project e Compagnia degli Accettella / Teatro Mongiovino
  • Regia: Alessandro Accettella
  • Marionettisti: Alessandro Accettella, Viviana Mancini, Gianni Silano
  • Tecnici: Roberto De Leon (luci e fonica)
  • Musiche: Flavio Cangialosi e Pino Cangialosi (elaborazione sonora), Gianni Silano montaggio sonoro)
  • Doppiatori: Irene Trotta, Matteo Costantini, Riccardo Burbi, Cristian Vespe; Paola Sacco (traduzione e supervisione linguistica)
  • Marionette: Ferdinando Codognotto

Uno spettacolo di marionette a filo, in lingua inglese, che rivisita l’iconica storia di Pinocchio coniugando tradizione italiana del teatro di figura e innovazione linguistica.

Preparatevi a tuffarvi in un mondo magico con Dearest Pinocchio, uno spettacolo di marionette a filo che vi racconterà la storia del burattino più famoso del mondo… in inglese! Vedrete Pinocchio prendere vita grazie ai fili magici dei burattinai della Compagnia degli Accettella, una delle ultime famiglie in Italia a portare avanti questa antica tradizione!
Le marionette, create dal maestro Ferdinando Codognotto, vi faranno ridere e commuovere mentre Pinocchio impara cosa significa diventare un bambino vero. Non solo vi divertirete, ma imparerete anche tante parole nuove in inglese! Lo spettacolo è perfetto per le scuole che vogliono unire l’apprendimento della lingua inglese alla scoperta del teatro di figura italiano. E chissà, magari dopo lo spettacolo avrete anche voi voglia di costruire la vostra marionetta!

Obiettivi educativi:

Le marionette, strumenti tradizionali del teatro, offrono uno strumento educativo unico, permettendo agli spettatori di immergersi nella cultura e nel folklore italiano mentre apprendono una lingua straniera.

– Integrazione Culturale: favorire la comprensione della cultura italiana attraverso una delle sue storie più celebri, Pinocchio.
– Apprendimento Linguistico: offrire un’esperienza di apprendimento della lingua inglese in modo coinvolgente e interattivo.
– Tradizione e Innovazione: esplorare l’incontro tra tradizione teatrale e nuove forme di espressione artistica.
– Promozione del Turismo Culturale: incoraggiare il turismo culturale a Roma attraverso eventi teatrali che attraggono un pubblico internazionale.

Lupo azzurro e Africa

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA


  • Testo e Regia: Danilo Conti
  • Con: Alessandro Accettella e Silvia Grande
  • Sagome: Silvia Grande
  • Luci: Andrea Cardelli e Roberto de Leon
  • Età consigliata: dai 5 ai 9 anni

Spettacolo con attori e ombre che desidera restituire al pubblico l’intensa e delicata atmosfera dell’incontro tra i due principali personaggi che, dopo un primo momento, desiderano condividere le loro storie.
La trama ha radici, per poi distaccarsene in una soluzione poetica liberamente ispirata, nella lettura dell’Occhio del Lupo di Daniel Pennac.
Ne nasce una storia visionaria e struggente che offre alle ombre, realizzate da Silvia Grande, la suggestione per creare immagini, ambienti e atmosfere.
Il Lupo e il Bambino provengono da mondi molto lontani, il nord e il sud del pianeta, vittime di povertà, degrado dell’ambiente e violenza.
Il loro occasionale incontro rivela le affinità delle loro esistenze costantemente in fuga da situazioni minacciose: la caccia, la migrazione, la guerra, una solitudine che solo l’amicizia può alleviare e il desiderio di essere vivi che il Bambino riesce a trasmettere al Lupo.
Nella tradizione di Accettella Teatro le drammaturgie vengono affrontate utilizzando differenti linguaggi che intendono arricchire la scena di stimoli e significati: attori (Alessandro Accettella e Silvia Grande), ombre e marionette a filo sono qui i protagonisti.
L’intreccio di ambienti musicali che si desiderano sempre molto curati, la misurata recitazione a volte registrata e in momenti dal vivo, la manipolazione degli oggetti e la cura della scena sono da sempre elementi cardine della ricerca e del percorso della compagnia.


Gallery


Download


Note di Regia:
I due protagonisti dello spettacolo provengono da mondi lontani, il nord e il sud della terra. Mondi minacciati dai cambiamenti climatici che desertificano il sud e sciolgono le calotte polari al nord. si incontrano separati dalle inferriate della gabbia di uno zoo, ma uniti dalla profondità dello sguardo. Un lupo e un bambino, rappresentanti di una parte della popolazione terrestre sempre meno tutelata e fragile, di ecosistemi non rispettati e sofferenti. L’uno strappato alle sue terre, al suo habitat selvaggio e naturale, il grande nord, e venduto allo zoo, l’altro esule che, scampato ad una guerra, che sono sempre i grandi a decidere spinti da sete di potere a dai mercati finanziari, abbandona affetti e giochi e si ritrova in un mondo straniero. Si, perché non sono loro ad essere stranieri, è il mondo che ora li ospita ad esserlo. Si incontrano e si riconoscono, si raccontano le loro storie, vincono le diffidenze, liberano sentimenti. Le sbarre della gabbia si dissolvono, i confini svaniscono, i ricordi delineano le loro nature, le amicizie passate, la purezza delle loro intenzioni, la loro storia.


I segreti di Pollicino

In scena il 6 gennaio alle 17.30 all’auditorium Urbani di Passignano sul Trasimeno

Liberamente ispirato a ‘Le Petit Poucet’ di Charles Perrault e ‘Diario segreto di Pollicino’ di Philippe Leichermeier e Rebecca Dautremer

Pollicino è una storia di scoperte, di riscatto, di conoscenza di sé. Ed è attraverso questa fiaba che le protagoniste, Dora e Palmira, capiranno le proprie potenzialità

Di e con Silvia Grande e Stefania Umana

immagini e scene Andrea Croci

musiche originali: Dino Semeraro e Giuseppe Soloperto
figure e costumi: Matteo Rigola
tecnica: Teatro d’attore, proiezioni, ombre e figure

età consigliata: 5-10 anni

Dora e Palmira sono due sorelle, una piena di qualità, ma tanto insicura, l’altra piena di qualità e molto sicura di sé.
Le due sorelle stanno giocando nella loro stanza e, come al solito, Palmira costringe Dora a sottoporsi a una serie di sfide e gare. Dora si vorrebbe sottrarre, ma non ne ha il coraggio, non riesce a tirare fuori il carattere e ribellarsi alla sorella. Proprio facendo leva su queste insicurezze, Palmira la provoca per ottenere ciò che vuole, o semplicemente per metterla alla prova.
Il loro è, in qualche modo, un rapporto fra oppressore e oppresso, in una dinamica che i bambini conoscono molto bene.
Ma quel giorno, nella loro stanza, succederà qualcosa che ha dell’incredibile. In quel luogo condiviso, di giochi e di studio, di complicità, ma più spesso di competizione, ingrigito dalla rivalità, un’antica fiaba, Pollicino, prenderà vita e salverà le due sorelle, rivelando loro il suo segreto più profondo: “C’è solo una cosa che ti può salvare, scoprire chi sei !”
Dora e Palmira saranno inizialmente incredule spettatrici, travolte, loro malgrado, dalla storia. Man mano, però, saranno loro stesse a ricostruire l’incredibile viaggio del settimo figlio di due boscaioli, così piccolo che quando era venuto al mondo non sembrava più grande del dito pollice, perciò lo chiamarono Pollicino. Il povero piccolo era diventato il capro espiatorio della famiglia, e gli davano sempre torto.
Insieme a Pollicino e ai suoi fratelli, Dora e Palmira attraverseranno il bosco, sconfiggeranno i lupi, l’orco e le loro paure, tornando a casa vincitrici.
Pollicino è una storia di scoperte, di riscatto, di conoscenza di sé. Ed è attraverso questa fiaba che Dora e Palmira capiranno un po’ più di loro stesse, dell’importanza di scoprire quali siano le proprie potenzialità, per poi coltivarle, poiché, appunto, l’unica cosa che ti può salvare è scoprire chi sei. E quando l’avrai scoperto, questa diventerà un’incrollabile certezza e allora potrai batterti con convinzione per costruire la tua strada, senza permettere più a nessuno di farti sentire debole e inutile.

Roald Dahl, il volo gigante

Tre narratori-artisti si incontrano sul palco dipanano la storia che, a partire da episodi della biografia di Roald Dahl, si trasforma e si fonde nelle vicende degli eccentrici personaggi dei suoi racconti

Con: Alessandro Accettella – Viviana Mancini – Nico Maraja
consulenza registica: Cristiano Petretto
testo: Alessandro Accettella
musiche originali: Nico Maraja
elementi scenici: Antonia D’Amore
Voce di Roald Dahl: Massimo De Lorenzo
Voce del bambino e partecipazione straordinaria: Enrico Accettella
Luci e fonica: Roberto De Leon

Età consigliata: dai 6 anni


“Non ho niente da insegnare… Voglio soltanto divertire… Ma divertendosi con le mie storie, i bambini imparano la cosa più importante: il gusto della lettura! Si staccano dal televisore, prendono familiarità con la carta stampata. Più avanti nella vita questo allenamento gli servirà per affrontare temi più seri! E chi avrà cominciato presto a leggere libri … andrà più lontano!” (R. Dahl)

Scrittore creativo ed originale, Dahl risulta uno degli autori per ragazzi più celebrato ed amato. Ha sempre messo al centro dei suoi racconti il punto di vista dei bambini, mostrandosi spesso irriverente nei confronti delle figure adulte. Dahl non fu solo un grande scrittore per bambini, ma anche un aviatore dell’Aereonautica inglese durante la seconda Guerra Mondiale, una spia dei servizi segreti e uno sceneggiatore di successo per il cinema.
Tre narratori-artisti si incontrano sul palco e, con un dialogo fra discipline differenti, dipanano la storia che, come in un “volo fantastico”, a partire da episodi della biografia dell’autore, si trasforma e si fonde nelle vicende degli eccentrici personaggi dei suoi racconti: la piccola Matilde, dotata di poteri straordinari, contro la terribile Signorina Spezzindue (da “Matilde”), una furba volpe che, ingannando i contadini, scava un tunnel lungo lungo fino a sotto il pollaio ( da “Fantastico Mr. Fox”), un bambino di nome Bill che prende coraggio e decide di entrare nel bosco stregato dove “tutti ci entrano e nessuno è tornato” (da “Minipin”) il magico incontro tra Sofia e un Grande Gigante Gentile, molto diverso dagli altri giganti perché lui è un Soffiasogni e non mangia i bambini (da “Il GGG”), Willy Wonka e il suo piccolo amico Charlie (da “La fabbrica di cioccolato”) e le bizzarre e divertenti poesie di “Cappuccetto Rosso” e dei “Tre Porcellini” ( da “Versi Perversi).
Protagonisti in scena saranno le marionette, le ombre mentre la musica dal vivo accompagnerà e descriverà la narrazione, gli episodi e i personaggi attraverso canzoni originali e inedite fatte di rime bizzarre, sonorizzazioni con l’uso di strumenti inusuali, musiche suggestive per pianoforte e strumenti elettronici che spaziano tra le melodie classiche e il rap, in un incontro di stili degno dell’irriverenza tipica delle storie dell’autore.


Gallery


Download