Category Le nostre produzioni

I tre porcellini

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA /

Domenica 5 luglio 2026, ore 21.15 / giardino della Biblioteca di Villanuova Clisi (BS) / Lunedì 6 luglio 2026, ore 21.15 / Piazza Tebaldo di Brescia /


  • Testo e regia: Danilo Conti e Antonella Piroli;
    Con: Alessandro Accettella e Silvia Grande;
    Pupazzi: Brina Babini;
    Scene: Tanti Cosi Progetti;
    Musiche: Davide Castiglia
  • Luci: Andrea Cardelli
    Tecnica utilizzata: teatro d’attore e di figura
  • Età consigliata: dai 3 anni

I tre porcellini è un classico della tradizione inglese la cui prima versione risale al 1843 circa, quando O. J. Halliwell la inserisce all’interno delle sue Nursery Rhymes and Nursery Tales.

Da quel momento in poi man mano che si è tramandata di generazione in generazione. Ma è proprio a quella prima stesura della fiaba a cui la compagnia si è ispirata per rappresentare la vicenda di questi tre fratellini che si trovano ad avere a che fare con il loro (e nostro) più feroce nemico: il lupo.

Per difendersi da questo essere malvagio il porcellino più piccolo costruisce una cassetta con la paglia e il mediano con la legna: entrambi ergono i loro rifugi in fretta, in modo da poter rimanere più tempo possibile per dedicarsi ai giochi. Pagheranno la loro superficialità quando il lupo, distruggendo le case in un sol soffio, se li mangerà avidamente.

Il fratellino più grande invece, con fare saggio e prevedendo la pericolosità e l’astuzia del lupo, costruisce una solida casa di mattoni e, alla fine riesce a sconfiggerlo. I tre porcellini insegna in modo molto divertente e drammatico, soprattutto rivolgendosi ai bambini più piccoli, che non bisogna essere pigri e prendercela comoda, potrebbe essere molto pericoloso: il senso della storia è di far capire che la sopravvivenza dipende da un lavoro unito alla capacità di essere previdenti. Le case che i tre porcellini costruiscono simboleggiano il progresso dell’uomo nella storia, nel corso della propria vita; con il terzo porcellino si arriva alla maturità, all’intelligenza, attraverso le quali è possibile sconfiggere potenze forti e insidiose.

Le fiabe sono fatte per essere raccontate ai bambini, e diversi sono i modi per poterle raccontare, in tante maniere si possono incantare i bambini; per la fiaba forse il più comune è quello della narrazione (anche i genitori leggendo le fiabe ai figli diventano narratori, cercando di raccontare i fatti creando un’atmosfera che catturi l’attenzione di chi l’ascolta, interpretando i personaggi differenziando le voci…), ma Danilo Conti ha scelto di proporla attraverso un linguaggio in cui l’attore in scena agisce e interagisce con tanti elementi, manipolandoli, giocando con essi.


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Spettacolo vincitore del Premio Otello Sarzi 2020 – Sezione Teatro di Figura – RESPONSO GIURIA


Note di produzione e di regia

‘I tre porcellini’ è un remake dello spettacolo prodotto nel 1998 da Tanti Cosi Progetti nel quale gli attori Danilo Conti e Antonella Piroli erano in scena assieme ai pupazzi, personaggi della storia. Lo spettacolo ricevette numerosi consensi, segnalazioni e menzioni; un lavoro che da subito colpì, soprattutto per la tecnica di animazione dei pupazzi innovativa, in particolare facendo riferimento a Danilo che diventava tutt’uno con la figura del lupo.

“Il remake ha un senso se ricrea lo spettacolo, ne porta alla luce, pur mantenendo, come in questo caso, la struttura scenografica originale, la sonorità musicale e la traccia del testo, visioni nascoste, trame, tessiture non manifestate nel corso del tempo. Per questo l’idea di un remake nasce quando si verificano precise condizioni di possibilità. In questo senso l’idea di allestire I Porcellini con il Teatro delle Marionette degli Accettella trova il suo fondamento nel percorso di collaborazione, frequentazione, conoscenza che da tempo coltiviamo insieme e che ci ha portato a realizzare alcuni spettacoli e a confrontare i nostri percorsi di creazione. Il TMA, da sempre, coniuga la tradizione del teatro di Marionette con una visione di teatro estremamente tecnica, virtuosa e al contempo esplorativa.  Il lavoro di creazione investe più ambiti e trae suggestioni da pittura, illustrazione, fumetto, letteratura, danza, recitazione; intuizioni drammaturgiche nelle quali attori e figure sperimentano possibilità di dialogo e creano lo spazio scenico, il tempo, l’azione.  Alessandro Accettella e Stefania Umana hanno restituito a me e ad Antonella, per utilizzare un linguaggio cinematografico, la visione in controcampo dello spettacolo. I nostri personaggi, le nostre azioni, le nostre espressioni hanno scoperto, sfruttando un’altra angolazione, un’identità affine. Si è creato un dialogo: I Porcellini di Antonella si sono incontrati con I Porcellini di Stefania e si sono riconosciuti, così come Il Lupo di Alessandro e Il Lupo di Danilo. Un remake deve fondarsi su questa possibilità di conservare, conoscere, confrontare, infine allontanarsi, ognuno sulle proprie gambe. I Porcellini di Antonella, più ingenui, istintivi, sprovveduti, canzonatòri, incontrano I Porcellini di Stefania che, sempre in dialogo con lei, sono ironici, bambineschi, pasticcioni. Il Lupo di Danilo ripete poche battute, privilegia il movimento nello spazio e i versi aggressivi e grotteschi. Il Lupo di Alessandro, manifestando animalità lupesca, è quasi un gentlemen al confronto: i due dialogano spesso, ironia e surplace, azione misurata. Danilo e Antonella tendono a fondersi con le figure, ad annullare la sottile linea di demarcazione tra attore e personaggio animato.  La qualità di Alessandro e Stefania è di porre l’accento nel desiderio di essere in scena con le figure, di creare anche per se stessi una partitura da interpretare insieme ai personaggi animati della storia. Il testo del narrato o dei dialoghi, che nella versione originale si è formato via via che si facevano le prove, prima di essere scritto, anche in questo remake, ha mantenuto lo stesso percorso. In tutte e due le versioni gli interpreti si sono cuciti addosso il testo, arricchito di espressioni spontanee, sfruttando ritmi, musicalità, parole consone alla loro personalità. In questo modo si è operata una riscrittura che nel remake è andata nella direzione di dare scioltezza, naturalezza e spontaneità ai due interpreti. In questa direzione va anche la scelta di affidare ad un’artista come Brina Babini la realizzazione di nuovi pupazzi dei Porcellini e del Lupo. Brina, dopo avere studiato i pupazzi originali e conoscendo gli attori del TMA, in stretta collaborazione con noi, ha realizzato i personaggi della storia ispirandosi ad alcuni cartoni animati d’epoca. Le nuove figure sono state realizzate pensando ad Alessandro e Stefania, alle loro qualità e al loro rapporto sulla scena basato su un’improvvisazione che genera complicità, contrasti, esilaranti botta e risposta. E tutto questo ha arricchito il nostro sguardo nel curare la regia dell’allestimento e di conseguenza disegnato uno spettacolo nuovo, che dalla traccia della matrice, profondamente rispettata, riesce a rendersi creazione originale e ad aggiungere valore.”

Danilo Conti

La strana storia del pesce palla

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA

Sabato 26 e domenica 27 settembre 2026; ore 16:30 / TEATRO MONGIOVINO /


  • Di: Gianni Silano
  • Con: Gianni Silano, narrazione e musica – Alessandro Accettella e Silvia Grande, marionettisti – Pierluigi Campili, tastiere
  • Tecnica utilizzata: Narrazione e musica dal vivo, marionette a filo corto. Animazione e coinvilgimento diretto dei bambini
  • Età consigliata: 3-8 anni
  • Musiche e canzoni originali: Gianni Sialno
  • Regia: Gianni Silano e Alessandro Accettella

Tommasino è un bravo calciatore, ma un giorno, giocando sul suo balcone, tira un calcio troppo forte e la sua palla vola via, lontano. Rotolando e rimbalzando, la palla supera un laghetto, un bosco, una montagna, un burrone, si tuffa nell’acqua di un fiume e arriva fino al mare. Tommasino, però, non è un bambino che si perde d’animo e così parte per un viaggio per andarla a cercare.
In ogni ambiente che attraversa incontra qualcuno che gli chiede di superare delle prove: una papera di nuotare, un fungo di ballare, un lupo di ululare. Finalmente giunto a destinazione, Tommasino fa una scoperta: la sua palla si è trasformata in un pesce… palla e ora partecipa alle partite tonni contro delfini, con gran divertimento per tutti!
Come termina questa storia? Se la palla resta pesce, Tommasino sarà triste… se la palla torna palla, ad essere tristi saranno i pesci… che fare? Saranno i bambini a decidere il finale di questo viaggio coinvolgente pieno di incontri, canzoni, animazione e tanto divertimento.


Storie in soffitta

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA /

Lunedì 13 luglio 2026; ore 21:00 / Via Morettini di Perugia / Martedì 14 luglio 2026; ore 21:00 / Largo Santa Maria di Paciano (PG) /


  • Di: Alessandro Accettella e Roberto Piumini
  • Regia: Danilo Conti
  • Con: Alessandro Accettella e Giorgia Palmucci
  • Luci: Sara Marfella

Due fratelli decidono di andare di andare in soffitta ad aprire un baule dove il nonno custodisce un diario su cui ha scritto le storie da raccontare ai suoi nipotini; la vista però di oggetti vari e sparsi, scatena la fantasia dei due, che tornano improvvi-samente bambini, e che cominciano a raccontarsi delle nuove storie.

Un ombrellino triste che restava sempre chiuso perché nel Paese dove viveva non pioveva mai … una forchetta lucida lucida, con i denti d’argento, le altre posate l’ammiravano, alcune la volevano in sposa, ma lei aspettava di incontrare il vero amore …  una palla, che per sbaglio una principessa maldestra lasciò cadere in uno stagno dove viveva un ranocchio … un gomitolo di lana magico che un giorno indicò ad una bambina la strada per tornare a casa da lungo un viaggio …

Un incessante susseguirsi di storie e divertenti gag che che sembrano non fermarsi mai … Ma … si sentono i passi di qualcuno che sta salendo … meglio andare.
Uno spettacolo su storie scelte dal libro ‘C’era una volta, ascolta’, un pot-pourri di filastrocche e raccontini scritti con la consueta delicatezza di Piumini, scrittore straordinario di opere per l’infanzia. Storie di oggetti, oggetti comuni che usiamo e vediamo tutti i giorni, a volte dimenticati, ma sempre pronti ad essere usati; oggetti che, se presi in mano ed ascoltati, hanno il potere di raccontarci le loro formidabili e avventurose storie. Uno spettacolo su un tema classico del teatro ragazzi: il gioco e le relazioni tra i bambini che lo conducono, il gioco che nasce dalla semplicità dell’oggetto animato.


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Note di regia

“L’unico talento che io ho è quello di amare quel piccolo mondo racchiuso tra le spesse mura di questo edificio e soprattutto mi piacciono le persone che abitano qui in questo piccolo mondo. Fuori di qui c’è il mondo grande e qualche volta capita che il mondo piccolo riesca a rispecchiare il mondo grande tanto da farcelo capire un po’ meglio. In ogni modo riusciamo a dare a tutti quelli che vengono qui la possibilità, per qualche minuto, per qualche secondo, di dimenticare il duro mondo che è la fuori. Il nostro teatro è un piccolo spazio fatto di disciplina, di coscienza, di ordine e di amore” (Oscar Ekdahl – Fanny e Alexander di Ingmar Bergman)
La soffitta custodisce un segreto, un manoscritto. Quando vi è silenzio e non vi sono le persone il teatrino degli oggetti si anima in una rappresentazione silenziosa, come in una danza. Brevi, lenti movimenti che possono lasciare l’impressione di non essere mai avvenuti. Poi, i due fratelli che entrano per cercare quello che il nonno scriveva nel suo quaderno e che poi leggeva a loro, portano la loro freschezza, voglia di giocare, di ripercorrere storie che li hanno divertiti e affascinati, ma portano anche le loro paure, i loro litigi, le loro complicità. E allora il teatrino degli oggetti, dei pupazzi, delle marionette, si arricchisce di racconti, poesie, aneddoti. La luce cambia, la soffitta si allarga, come se si riempisse di brezza fresca. Infine il quaderno è ritrovato. E il loro desiderio, il loro amore per quello che hanno cercato con tanta intensità riuscirà a muovere l’aria di quella remota stanza, a trasformare quel piccolo spazio tanto da suscitare nel nonno il desiderio entrarvi e di riprendere a scrivere. Torna un’atmosfera tenue, di raccoglimento, i due fratelli si ritirano veloci, senza essere visti, quasi temendo una punizione per avere invaso quello spazio. Ma sarà grazie a loro che lo scrittore tornerà a trasferire le sue visioni nelle pagine del quaderno.

A capofitto

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA

Giovedì 23 luglio 2026, ore 21.30 / Via della Torre di San Vincenzo (LI) / Venerdì 24 luglio 2026, ore 21.30 / Via Arnino di Marina di Pisa (PI)/

  • Testo e Regia: Silvia Grande e Stefania Umana
    Scene: 
    Andrea Croci
    Con: 
    Silvia Grande e Stefania Umana
  • Musiche: Nico Maraja
  • Luci: Roberto De Leon
  • dai 5 anni in su

Liberamente ispirato alle storie di Alice Cascherina di Gianni Rodari

Due anziane signore, Erminia e Annunziata, cuciono insieme una coperta per il nipotino che sta per nascere.
E’ il tempo dell’attesa e, dalla quotidianità delle loro azioni, si ritroveranno a vivere loro stesse le avventure che augurano al nipotino, in un gioco che le trasporterà dal mondo della realtà a quello della fantasia.
Le due nonnine intraprenderanno, così, un viaggio nel profondo del mare per risalire e perdersi nel mondo delle fiabe e poi in quello di una notte buia illuminata solo dalla luce delle lucciole.
Seguendo la tradizione del patchwork, che è l’arte del cucire raccontando, le due protagoniste, durante la preparazione della coperta, raccontano storie per lasciarle impresse nella stoffa così che, il loro, non sia solo un regalo materiale al nipotino, ma un augurio per una vita piena di stupore e di meraviglia.

Lo spettacolo si snoda attraverso le varie fasi della giornata (mattina, pomeriggio e sera) e della preparazione della coperta (scelta delle stoffe, taglio e cucito) e ciascuna azione porta le nonne a raccontare una storia fino a che la giornata volge al termine e la coperta è pronta.
Con l’arrivo della notte il mondo della fantasia e della realtà, non saranno più così separati e la coperta, illuminata dalle lucciole, diventerà il simbolo del “Paese delle Meraviglie” che non è poi così lontano dal mondo reale.
Lo spettacolo è stato ispirato dalla poetica di Gianni Rodari e le storie raccontate sono tratte da Alice Cascherina dal libro “Favole al telefono”.
Sono favole che puntano lo sguardo sulla curiosità e la spontaneità attraverso la quale i bambini osservano il mondo che li circonda. La vista magica e originale che rivolgono alle cose e agli eventi li porta a cadervi dentro: “a capofitto“, appunto, consentendogli di scoprire ciò che è giusto o sbagliato riconoscendo le sfumature delle emozioni.
Le avventure di Alice sono quelle di tutti i bambini, quelle che li conducono sempre un po’ più vicini al mondo e a se stessi, una caduta dopo l’altra.

Cadon le stelle dal firmamento,
cadon le foglie portate dal vento,
cade l’asta del tranvai,
ma il cascherino non casca mai.
(G. Rodari)


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Canto di Natale

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA


SPETTACOLO DISPONIBILE PER LA STAGIONE 26/27 /

  • testo e regia: Danilo Conti
  • con: Romano Talevi
  • ANIMAZIONE: Alessandro Accettella e Valentina Bazzucchi
  • scenografie: Danilo Conti e Antonella Piroli
  • pupazzi: Antonia D’Amore
  • costumi: Matteo Rigola
  • luci: Sara Marfella
  • tecnica: Teatro d’attore, teatro di figura e marionette a filo
  • Età consigliata: dagli 8 anni

Dal romanzo di Charles Dickens uno spettacolo che ripercorre le atmosfere, le emozioni e i significati di uno dei racconti sul Natale più belli e commoventi.

E’ la sera della vigilia di Natale in una Londra di metà Ottocento quando tre spiriti, quello del Natale Passato, del Natale Presente e del Natale Futuro, fanno visita all’anziano e scorbutico Ebenezer Scrooge che mal sopporta il clima di festa che coinvolge la città e che durante la sua vita ha trascurato tutto e tutti, compresa la sua famiglia. I tre fantasmi faranno ripercorrere a Scrooge la sua esistenza fino a quel momento, il suo presente, e gli faranno vedere cosa accadrà nel futuro. Spettatore, suo malgrado, di questi eventi e premonizioni, Scrooge capirà i suoi errori e cercherà di porre rimedio a ciò che ha fatto di sbagliato.

E’ la sera della vigilia di Natale in una Londra di metà Ottocento quando un uomo, avaro ed egoista, cambierà per sempre!

Dal romanzo di Charles Dickens pubblicato nel 1843, uno spettacolo che, utilizzando le tecniche del Teatro d’attore, del Teatro delle marionette e delle figure, ripercorrerà le atmosfere, le emozioni e i significati di uno dei racconti sul Natale più belli e commoventi.


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La gallinella rossa

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA

Sabato 16 e domenica 17 maggio 2026, alle ore 17.30 / Venerdì 15 e martedì 19 maggio 2026, alle ore 10.30 per le Scuole / TEATRO MONGIOVINO / dai 2 ai 5 anni /


  • Di: Silvia Grande e Stefania Umana
  • Tecnica: teatro d’attore e di figura
  • Musica dal vivo: Nico Maraja
  • Scene e pupazzi: Andrea Croci

La Gallinella Rossa un giorno trova un chicco di grano e decide di trasformarlo in pane. Più volte chiede aiuto ai suoi fidati amici della fattoria: un cane, un gatto e un’oca. Tre simpatici scansafatiche che di fronte al duro lavoro scappano via a gambe levate. Ma la gallinella non si scoraggia: tutta sola semina il chicco, miete il grano, lo macina al mulino, raccoglie i pesanti sacchi di farina, impasta e finalmente inforna il pane. Quando il pane esce dal forno e gli amici si affacciano alla sua casa attirati dall’inconfondibile profumo, come reagirà la gallinella? Voi che fareste? Sarà il pubblico a decidere di volta in volta, se chi semina raccoglie.

Due attrici e un musicista dal vivo, utilizzando suoni, musica, parole e figure racconteranno la storia della popolare Gallinella Rossa.


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Pesciolino Lucente

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA /


Con: Alessandro Accettella e Giorgia Palmucci

Regia: Alessandro Accettella

Testo: Icaro Accettella

Luci: Italo Frigerio

Fascia d’età: +2

Uno spettacolo sull’amicizia, la solidarietà e l’integrazione delle diversità, basato sul libro “Arcobaleno. Il pesciolino più bello di tutti i mari” di Marcus Pfister, Ed. NordSud.

Arcobaleno è il pesce più bello di tutti i mari.
Lo chiamano così perché le sue squame colorate brillano di tutti i colori dell’arcobaleno, ma, ahimè, è così fiero e vanitoso che tutti lo evitano e lui si sente molto solo.
Un giorno però regala a un pesciolino del colore del mare una delle sue belle squame.
Poi ne regala un’altra ed un’altra e ancora… e così scopre che quando si divide quel che si ha con gli altri si diventa felici.
I due attori/animatori con l’aiuto di burattini e oggetti animati coinvolgono i bambini nella narrazione della storia.
Un’occasione unica per un primo contatto con il mondo del teatro, dal momento che lo spettacolo è pensato proprio per bambini nella prima infanzia.

La fase finale è dedicata all’immersione dei bambini e delle bambine nel magico mondo del teatro: si tufferanno nel grande telo blu che rappresenta il mare e muoveranno con gli attori un pesciolino/burattino


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C’era una notte

ACCETTELLA TEATRO /

spettacolo in distribuzione per la stagione 26/27 /


  • Di: Silvia Grande /
  • Con: Valentina Bazzucchi e Silvia Grande
  • Scene: Valentina Bazzucchi
  • Musiche: originali Nico Maraja
  • Regia: Silvia Grande
  • Luci e fonica: Roberto de Leon
  • Tecnica: Teatro d’attore e di figura
  • Fascia d’età: dai 4 ai 7 anni


Cosa succede se, per un momento di distrazione, qualcuno che è abituato a uscire in compagnia, alla piena luce del giorno, si ritrova fuori, da solo, di notte? Cosa si prova ad allontanarsi da ciò che è familiare, per avventurarsi nell’ignoto? È possibile imparare ad integrare il mondo sconosciuto?
La pecora Berenice, una notte, rimane sola, al buio, fuori dal gregge. È eccitata per le scoperte, ma ha anche paura dell’ignoto.
Dopo aver incontrato un mondo diverso, spaventoso e meraviglioso e vissuto nuove emozioni, come sarà per Berenice tornare alla quotidianità? Cosa sceglierà: fare tesoro delle scoperte e tornare alla normalità, o continuare ad avventurarsi nel mondo sconosciuto? Non c’è una scelta più giusta dell’altra. Ma bisogna conoscere per poter scegliere.
C’era una notte” è la storia di ogni bambino che cresce.

La messinscena dà risalto ai contrasti su cui si basa il racconto: dentro-fuori, insieme-da soli, luce-buio, basso-alto. In scena, un’attrice interpreta il ruolo di Berenice, mentre un’animatrice dà vita al mondo che la circonda, utilizzando tecniche di teatro di figura (ombre principalmente). Uno spettacolo incentrato sulla potenza evocativa di parole, immagini, suoni e musica, privilegiando un linguaggio visivo.

Verdebosco

spettacolo in distribuzione per la stagione 26/27

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA /


  • Ideazione, drammaturgia: Alessandro Accettella e Arianna Fioravanti /
    Con: Alessandro Accettella e Viviana Mancini
    Marionette e maschere: Ferdinando Codognotto, Roberta Socci, Brina Babini
    Luci: Italo Frigerio
    Tecnica: Teatro di marionette e teatro d’attore
    Età consigliata: 2-5 anni

Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non vide nessuno (Martin Luther King)

Arianna è una bambina curiosa e, a suo dire, anche molto coraggiosa. Il suo desiderio più grande è quello di poter entrare nel bosco che circonda la sua casetta, per vedere cosa si nasconde al suo interno. Così, un giorno, senza dire niente ai suoi genitori Arianna esce di casa … Attraverso un sentiero di sassi, tra fitti rami e fiori colorati, la piccola comincia la sua avventura nel bosco … ma, come spesso accade nelle fiabe, Arianna si perde dopo un allegro girotondo. La sua paura comincia a crescere mano a mano che si avvicina la notte, mentre occhi misteriosi la osservano in ogni suo movimento. Passo dopo passo, Arianna incontrerà un lupo stanco di mangiare nonne e porcellini, un pesciolino finito nella rete di un pescatore, un serpente raffreddato, un falchetto ferito. Nessuno di loro conosce però la giusta via per ritrovare la sua casetta. Ma in fondo al sentiero di sassi … vive il Grande Gufo Saggio … che tutto sa … anche dove si trovano le casette perdute! Ma la piccola, per poter riabbracciare la sua mamma e il suo papà, dovrà fare ora il passo più importante, quello che le consentirà di superare tutte le sue paure e la farà diventare grande!

Lo spettacolo si propone di sensibilizzare il bambino al rispetto degli altri, stimolandone il senso critico attraverso il cammino o viaggio di scoperta nel mondo degli animali. La vicenda presenta un modello di crescita interiore grazie al superamento di alcuni pregiudizi e alla volontà di stabilire una relazione di mutuo aiuto e convivenza non violenta con gli abitanti del bosco. La conoscenza , nella figura del Grande Gufo Saggio che la bimba incontra alla fine del percorso, rappresenta il controcanto della paura nonché un prezioso alleato per sconfiggerla.


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Pulcinella e la luna

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA

Spettacolo disponibile per la stagione 2026/2027 /


  • Di e con: Alessandro Accettella e Arianna Fiorin
  • Regia: Danilo Conti

Che strano tipo è Pulcinella!

Un giorno scopre che la sua pancia, sempre più affamata, sa parlare e cantare.

E così la convince ad esibirsi in pubblico per fare il Teatro.

La Luna, incuriosita, si gode la scena dall’alto e dice a Pulcinella che anche lei vuole fare il Teatro. Comincia così a raccontare due storie che la riguardano mentre Pulcinella si accuccia su di un tetto vicino.

Il primo racconto è una leggenda indiana che narra di un lupo che perde il suo cucciolo nella foresta e chiede alla luna un aiuto per ritrovarlo.

E poi c’è la fiaba persiana di un Re, che vuole raggiungere la luna costruendo una torre altissima di scatole fino a toccare il cielo.

Pulcinella ascolta le due bellissime storie e, perdutamente, si innamora della Luna. Ma è una storia d’amore impossibile. Troppo lontani i due, troppo diversi tra loro. Forse una dolcissima serenata d’amore potrebbe avvicinarli come mai prima d’ora.

Uno spettacolo con attori e marionette a filo caratterizzato da momenti delicati e poetici, passaggi divertenti e coinvolgenti e letture di filastrocche giocate con il pubblico. La musica, spesso protagonista, accompagna e fa da cornice alle suggestive scene interpretate dai protagonisti scandendone tempi e movimenti