Ritrovarsi in un sogno

MARCO BELLOMO


Domenica 15 novembre 2026, 16:30 / TEATRO MONGIOVINO

Spettacolo inserito in Come un’armonia Festival, organizzato dall’Associazione Sperimentiamo e sostenuto dalla Regione Lazio

Lo spettacolo é fuori dall’abbonamento del Teatro Mongiovino e non è possibile acquistarne i biglietti on line; il biglietto avrà un prezzo unico di € 10,00, con la possibilità di un abbonamento apposito per gli altri spettacoli del festival, ed è possibile prenotare il posto su questo link

Uno spettacolo di bolle di sapone, un crescendo di emozioni e di colori che catturano l’attenzione e l’anima di chi guarda. Il pubblico si trova sospeso in uno stato di meraviglia continua, dove ogni bolla è un piccolo miracolo.

Immagina un luogo dove il tempo e lo spazio si dissolvono, dove le preoccupazioni svaniscono e si è trasportati in un universo di meraviglia e magia. Lo spettacolo prende vita. L’artista è il traghettatore verso questo mondo onirico, guidando lo spettatore attraverso un viaggio sensoriale dove i confini tra realtà e finzione si sfumano, lasciando tutti con il fiato sospeso.
Le bolle, delicati e scintillanti mondi a sé stanti, danzano nell’aria accompagnate da una musica che sembra provenire da un’altra dimensione. Incantati dai colori cangianti e dal ritmo armonioso, ci si lascia andare completamente, immergendosi in un’esperienza che risveglia il bambino interiore e stimola l’immaginazione. La performance è un crescendo di emozioni, un alternarsi di momenti di quiete e di esplosioni di colori, che catturano l’attenzione e l’anima di chi guarda. Lo spettatore si trova sospeso in uno stato di meraviglia continua, dove ogni bolla è un piccolo miracolo, una promessa di bellezza effimera che, proprio perché destinata a svanire, diventa ancora più preziosa.
Uno spettacolo di bolle di sapone attivo e interattivo trasforma gli spettatori in protagonisti. Ogni elemento, dalla musica coinvolgente alle luci colorate, è studiato per creare un’atmosfera magica e immersiva. Gli spettatori non sono semplici osservatori, ma parte fondamentale della narrazione.


Torsolo

Prima della mela avvelenata

“La fine di una storia non è che l’inizio di un’altra”

NATA TEATRO

Sab 14 Novembre 2026, 16:30 / Teatro Mongiovino


Di: LORENZO BACHINI – Regia: Cinzia Corazzesi – con: ANDREA VITALI, Lorenzo Bachini e IACOPO DICEMBRINI – Musiche originali: LORENZO BACHINI – Scenografie: ANDREA VITALI E IACOPO DICEMBRINIPUPAZZI E FIGURE: Attilio Monti, Roberta Socci e CINZIA CORAZZESI – Tecnica: TEATRO DI FIGURA, NARRAZIONE E MUSICA DAL VIVO – Durata: 55 minuti
Età: 3-10 anni

LO SPETTACOLO:

Quella che stiamo per raccontare è una classica storia di Draghi, di cavalieri e di regni incantati.

La classica storia delle favole classiche. Ma cosa succederebbe se l’eroe di una favola così classica non fosse proprio il più classico degli eroi?
Torsolo è la storia di un principe “diverso”, con un difetto fisico che poco si addice alle storie dei principi che tutti conosciamo. Torsolo infatti era piccolo di statura, troppo piccolo per andare in battaglia, per sconfiggere i draghi e per tutte quelle cose lì che fanno di solito i principi quando sono alti, biondi, azzurri e possenti…
Tra la noia a palazzo, i litigi con la mamma e la sua voglia di avventura, Torsolo partirà alla ricerca del suo posto nel mondo, per dimostrare che a volte bastano un cuore grande e tanto, tanto coraggio per superare i propri limiti.
Narrazione, burattini e canzoni originali eseguite dal vivo porteranno lo spettatore dentro a un’avventura fuori dal comune, dal sapore comico e popolare ma capace di far riflettere e forse, chi lo sa, di farci commuovere anche un po’ …

Temi trattati: diversità, accettazione di sé, favole classiche

Abbracci

TEATRO TELAIO


Sabato 7 e Domenica 8 novembre 2026, 16:30 / TEATRO MONGIOVINO / dai 3 anni in poi

Gli abbracci sono un posto perfetto in cui abitare.

Due goffi panda si incontrano e si piacciono, ma non sanno come dimostrarlo. Servirà una scuola di abbracci per imparare ad amare.

  • Con:Stefania Caldognetto e Massimo Politi o Michele Beltrami e Paola Cannizzaro
  • Drammaturgia e regia:Angelo Facchetti
  • Scenografia:Rossella Zucchi, realizzata da Mauro Faccioli

Due Panda stanno mettendo su casa, ognuno la propria. Si incontrano. Si guardano. Si piacciono. E poi? Come si fa a esprimere il proprio affetto? Come far sentire all’altro il battito del proprio cuore? Come si può condividere il bene più prezioso?

È necessario andare a una scuola speciale: una scuola d’abbracci. Perché con gli abbracci si possono esprimere tante cose: ci si fa coraggio, si festeggia una vittoria, la gioia di un incontro o la speranza di ritrovarsi quando si va via. E così i nostri due Panda imparano a manifestare le proprie emozioni, fino a condividere la più grande di tutte, quella che rende colorato il mondo e fa fiorire anche i bambù.

Una riflessione sul potere comunicativo di un gesto semplice come l’abbraccio: nasciamo in un abbraccio, da un abbraccio, spesso ce ne andiamo cercando un abbraccio; l’abbraccio è ciò che più spesso desideriamo nei momenti di sconforto, quando rivediamo qualcuno dopo molto tempo, quando vogliamo esprimere una gioia incontenibile. È per eccellenza il gesto della condivisione, dell’unione, della tenerezza, del ritorno, della riconciliazione. Un gesto che i bambini cercano e sentono come naturale all’interno del loro orizzonte affettivo, ma che si deve imparare ad ogni nuovo incontro.

Abbracci segna dunque un nuovo passo del Teatro Telaio verso un’esplorazione fenomenologica degli affetti. Dopo aver assistito alla nascita di un’amicizia in Storia di un bambino e di un pinguino, in questo nuovo capitolo si parte alla scoperta dell’affettività e di quanto sia difficile esprimerla. Si tratta di un ambito che può far sorridere, emozionare e far riflettere tutti, bambini e adulti.


La storia di Jack Lanterna

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA


Venerdì 30 ottobre 2026, 10:30 per le Scuole; Sabato 31 ottobre e Domenica 1° novembre 2026, 16:30 / TEATRO MONGIOVINO / dai 5 anni

Lo spettacolo del 1° novembre è fuori dall’abbonamento del Teatro Mongiovino in quanto fa parte del festival ‘Come un’armonia’, organizzato dall’Associazione Sperimentiamo e sostenuto dalla Regione Lazio; il biglietto avrà un prezzo unico di € 10,00 con la possibilità di un abbonamento apposito per gli altri spettacoli del festival.

  • Di: Alessandro Accettella e Gianni Silano
  • Con: Silvia Grande, Giorgia Palmucci, Gianni Silano
  • Marionette: Ferdinando Codognotto
  • Luci e fonica: Italo Frigerio
  • Tecnica: teatro d’azione e animazione teatrale

In occasione della festa di Halloween, il Teatro Mongiovino propone uno spettacolo di streghe e fantasmi.

Un uomo di nome Jack vaga nella notte tenendo in mano una zucca illuminata dalla luce di una candela. Insistentemente, Jack bussa a tutte le porte delle case del paese, in cerca di ospitalità, ma nessuno vuole avere a che fare con lui.

Durante la sua vita, la sua voglia di star sempre da solo e la sua avarizia, lo hanno portato a non avere neppure un amico. Ma a lui poco interessava.
Anche il Diavolo, venuto più volte a reclamare la sua anima, aveva deciso di evitarlo. Ma questa notte, alla vigilia della Festa di Ognissanti, c’è un’aria diversa.
Per la prima volta, la porta di una casa si apre e Jack si trova di fronte ad una bambina di nome Melania …

Lo spettacolo si snoda attraverso azioni attoriali, movimenti marionettistici, letture animate e filastrocche scaccia paura recitate insieme ai bambini con l’obiettivo di coinvolgerli nella narrazione e nello svolgimento di questa antica e suggestiva leggenda.


Sottovoce

Volevo la luce e dentro c’era il buio

Terrammare Teatro

Sab 24 e Dom 25 Ottobre 2026, 17:00 / Teatro Mongiovino

Con Cristel Caccetta, Daniela Cecere
Regia Silvia Civilla
Lavagna luminosa Daniela Cecere
Testo Maria Civilla
Consulenza alla regia Chiara Saurio, Pietro Pizzuti
Luci Antonio Apollonio, Graziano Giannuzzi, Marco Oliani

In un mondo in cui le persone urlano e non sanno ascoltare, Nina ha imparato a parlare con i gatti, sottovoce. Grazie a questo dono, intraprende un viaggio sospeso tra sogno e realtà per andare alla ricerca del suo gatto scoprendo posti nuovi e incontrando strani personaggi che l’aiuteranno nell’impresa.
Incontrerà la gatta Mimì che abita in una casa tutta ordinata con la sua padrona che urla sempre, il bambino Giacomo che vive solo, senza regole, in una casa gigantesca e disordinata e, infine, una vecchia signora che le consegnerà una valigia misteriosa.
Gli incontri l’aiuteranno nel suo cammino.
È realmente un gatto ciò che Nina sta cercando?
Un po’ Alice un po’ Peter Pan, Nina impara, durante il viaggio, a superare le sue paure e ad aprirsi al mondo.

Note critiche

Uno spettacolo che nella sua ricerca vuole stimolare il suo spettatore all’importanza dell’ascolto e della concentrazione.
In un mondo pieno; pieno di immagini che cambiano velocemente, ci allontaniamo sempre più da noi stessi e dalle relazioni, perdendo la nostra casa.
Crediamo principalmente che i bambini vanno ascoltati.
Questi si sentiranno ascoltati e impareranno ad ascoltare a loro volta.

STORIE DI TOSCANA

  • Drammaturgia e regia: STEFANO CAVALLINI
  • con Patrizia Ascione e Stefano Cavallini

COMPAGNIA HABANERA

Sab 10 e Dom 11 ottobre 2026, ore 17:00 / TEATRO MONGIOVINO


In tutte le compagnie di Teatro di Figura e di burattini in particolare, non può mancare una produzione che racconti le storie della propria terra. Nel nostro caso, la Toscana, appunto.
È per questo motivo, ma soprattutto per rammentare alle giovani generazioni le storie che entusiasmavano i loro nonni, nelle sere d’inverno, intorno a un caminetto acceso o la sera d’estate al fresco in campagna, che abbiamo messo in scena questo spettacolo.
Le fiabe scelte sono quelle che hanno risvegliato la nostra memoria di fanciulli e che da adulti ci hanno divertito di più.

Lo spettacolo comprende 2 fiabe originali ambientate anche dal punto di vista scenografico nella campagna toscana e sono introdotte da due simpatici personaggi, anch’essi ben legati alla tradizione novellistica toscana, che presenteranno agli spettatori La Gallina Secca, la cui protagonista pennuta si rivela piu’ scaltra di una volpe; e Buchettino, un bimbetto tanto sveglio e intelligente da ingannare nientemeno che un Orco.
Il tutto accompagnato da una colonna sonora popolare tutta toscana.

Nel 2004 ha debuttato al festival Teatrino del Sole di Pisa e in seguito ha partecipato, tra gli altri, al XVII Festival Internazionale delle Figure Animate di Perugia, al festival La Montagna dei Racconti nella provincia di Chieti e al festival Burattini al Borgo di Torino, al Festival di Maribur in Svizzera.

Buon viaggio Babbo Natale

ACCETTELLA TEATRO /

Domenica 20 e 27 dicembre 2026, sabato 26 dicembre 2026; alle ore 16.30 / Giovedì 17, lunedì 21 e martedì 22 dicembre 2026, alle ore 10.30 per le Scuole / TEATRO MONGIOVINO / 3 – 8 anni /

  • Di e con: Gianni Silano (narrazione, chitarra e voce)
  • Tastiere: Pierluigi Campili
  • Ombre e disegni: Valentina Bazzucchi
  • e con: Viviana Mancini nel ruolo del “Folletto”
  • Luci e fonica: Roberto de Leon
  • Tecnica: musica, canzoni, disegni, ombre ed immagini dal vivo e mimo


Lo spettacolo è un viaggio nella magica atmosfera del Natale, un collage di storie narrate, cantate e interpretate da Gianni Silano, accompagnate dal maestro Campili, illustrate e disegnante dal vivo da “mano libera”, il terzo e misterioso elemento della band.

I bambini voleranno sulla coda della stella cometa, incontreranno l’orso bruno che si sveglia dal letargo per incontrare Babbo Natale, entreranno nella fabbrica dei giocattoli, voleranno insieme al magico pupazzo di neve, si divertiranno a ballare come i folletti.

Ad un tratto, però, in questa atmosfera incantata, irrompe uno strano personaggio, un folletto impertinente e combina guai il cui solo desiderio è quello di disturbare il concerto con scherzi e dispetti. Riusciranno i musicisti a catturarlo?    

“Buon viaggio Babbo Natale” è lo spettacolo dell’attesa, dei grandi desideri al buio della stanza, con gli occhi spalancati, le orecchie tese ed il cuore che batte forte, ma anche della speranza, stavolta di tutti, anche dei grandi, di ricevere per quest’anno un regalo davvero prezioso: un mondo migliore.


Scotch – un gioco

  • di Serena Marossi e Simone Moretti
    con Serena Marossi
    luci, musiche e sonorità live di Simone Moretti
  • scenografie Claudia Broggi
    con la consulenza di Gaia Gonnelli/Dadodans (NL)
    preziosi sguardi esterni di Albino Bignamini, Martine Bucci e Laura Basterra Aparicio
    costumi di Alice Bresciani

ABC- Allegra Brigata Cinematica

Sab 20 e Dom 21 marzo 2027, ore 16:30 / Lun 23 marzo 2027, ore 10:30 / TEATRO MONGIOVINO


Scotch – un gioco nasce da un oggetto semplice e quotidiano, che si trasforma poco a poco in un compagno di avventure: una fonte inesauribile di movimento, immaginazione e sorpresa. La protagonista si sveglia nella sua stanza e, come ogni giorno, comincia a giocare. Il suo mondo si apre allora in un caleidoscopio di gesti, ritmi e suoni, dove ogni azione può cambiare forma, senso e direzione.
Con una lente d’ingrandimento poetica, Scotch esplora come nasce un gioco, come evolve e in che modo ci trasforma.

I tre porcellini

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA

Dom 8 novembre 2026, ore 17:00 e Lun 9 novembre 2026, ore 10:00 / FLORIAN ESPACE di Pescara

Sab 20 e Dom 21 marzo 2027, ore 16:30 / Lun 23 marzo 2027, ore 10:30 / TEATRO MONGIOVINO

I tre porcellini è un classico della tradizione inglese la cui prima versione risale al 1843 circa, quando O. J. Halliwell la inserisce all’interno delle sue Nursery Rhymes and Nursery Tales.

Da quel momento in poi man mano che si è tramandata di generazione in generazione. Ma è proprio a quella prima stesura della fiaba a cui la compagnia si è ispirata per rappresentare la vicenda di questi tre fratellini che si trovano ad avere a che fare con il loro (e nostro) più feroce nemico: il lupo.

Per difendersi da questo essere malvagio il porcellino più piccolo costruisce una cassetta con la paglia e il mediano con la legna: entrambi ergono i loro rifugi in fretta, in modo da poter rimanere più tempo possibile per dedicarsi ai giochi. Pagheranno la loro superficialità quando il lupo, distruggendo le case in un sol soffio, se li mangerà avidamente.

Il fratellino più grande invece, con fare saggio e prevedendo la pericolosità e l’astuzia del lupo, costruisce una solida casa di mattoni e, alla fine riesce a sconfiggerlo. I tre porcellini insegna in modo molto divertente e drammatico, soprattutto rivolgendosi ai bambini più piccoli, che non bisogna essere pigri e prendercela comoda, potrebbe essere molto pericoloso: il senso della storia è di far capire che la sopravvivenza dipende da un lavoro unito alla capacità di essere previdenti. Le case che i tre porcellini costruiscono simboleggiano il progresso dell’uomo nella storia, nel corso della propria vita; con il terzo porcellino si arriva alla maturità, all’intelligenza, attraverso le quali è possibile sconfiggere potenze forti e insidiose.

Le fiabe sono fatte per essere raccontate ai bambini, e diversi sono i modi per poterle raccontare, in tante maniere si possono incantare i bambini; per la fiaba forse il più comune è quello della narrazione (anche i genitori leggendo le fiabe ai figli diventano narratori, cercando di raccontare i fatti creando un’atmosfera che catturi l’attenzione di chi l’ascolta, interpretando i personaggi differenziando le voci…), ma Danilo Conti ha scelto di proporla attraverso un linguaggio in cui l’attore in scena agisce e interagisce con tanti elementi, manipolandoli, giocando con essi.


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Spettacolo vincitore del Premio Otello Sarzi 2020 – Sezione Teatro di Figura – RESPONSO GIURIA


Note di produzione e di regia

‘I tre porcellini’ è un remake dello spettacolo prodotto nel 1998 da Tanti Cosi Progetti nel quale gli attori Danilo Conti e Antonella Piroli erano in scena assieme ai pupazzi, personaggi della storia. Lo spettacolo ricevette numerosi consensi, segnalazioni e menzioni; un lavoro che da subito colpì, soprattutto per la tecnica di animazione dei pupazzi innovativa, in particolare facendo riferimento a Danilo che diventava tutt’uno con la figura del lupo.

“Il remake ha un senso se ricrea lo spettacolo, ne porta alla luce, pur mantenendo, come in questo caso, la struttura scenografica originale, la sonorità musicale e la traccia del testo, visioni nascoste, trame, tessiture non manifestate nel corso del tempo. Per questo l’idea di un remake nasce quando si verificano precise condizioni di possibilità. In questo senso l’idea di allestire I Porcellini con il Teatro delle Marionette degli Accettella trova il suo fondamento nel percorso di collaborazione, frequentazione, conoscenza che da tempo coltiviamo insieme e che ci ha portato a realizzare alcuni spettacoli e a confrontare i nostri percorsi di creazione. Il TMA, da sempre, coniuga la tradizione del teatro di Marionette con una visione di teatro estremamente tecnica, virtuosa e al contempo esplorativa.  Il lavoro di creazione investe più ambiti e trae suggestioni da pittura, illustrazione, fumetto, letteratura, danza, recitazione; intuizioni drammaturgiche nelle quali attori e figure sperimentano possibilità di dialogo e creano lo spazio scenico, il tempo, l’azione.  Alessandro Accettella e Stefania Umana hanno restituito a me e ad Antonella, per utilizzare un linguaggio cinematografico, la visione in controcampo dello spettacolo. I nostri personaggi, le nostre azioni, le nostre espressioni hanno scoperto, sfruttando un’altra angolazione, un’identità affine. Si è creato un dialogo: I Porcellini di Antonella si sono incontrati con I Porcellini di Stefania e si sono riconosciuti, così come Il Lupo di Alessandro e Il Lupo di Danilo. Un remake deve fondarsi su questa possibilità di conservare, conoscere, confrontare, infine allontanarsi, ognuno sulle proprie gambe. I Porcellini di Antonella, più ingenui, istintivi, sprovveduti, canzonatòri, incontrano I Porcellini di Stefania che, sempre in dialogo con lei, sono ironici, bambineschi, pasticcioni. Il Lupo di Danilo ripete poche battute, privilegia il movimento nello spazio e i versi aggressivi e grotteschi. Il Lupo di Alessandro, manifestando animalità lupesca, è quasi un gentlemen al confronto: i due dialogano spesso, ironia e surplace, azione misurata. Danilo e Antonella tendono a fondersi con le figure, ad annullare la sottile linea di demarcazione tra attore e personaggio animato.  La qualità di Alessandro e Stefania è di porre l’accento nel desiderio di essere in scena con le figure, di creare anche per se stessi una partitura da interpretare insieme ai personaggi animati della storia. Il testo del narrato o dei dialoghi, che nella versione originale si è formato via via che si facevano le prove, prima di essere scritto, anche in questo remake, ha mantenuto lo stesso percorso. In tutte e due le versioni gli interpreti si sono cuciti addosso il testo, arricchito di espressioni spontanee, sfruttando ritmi, musicalità, parole consone alla loro personalità. In questo modo si è operata una riscrittura che nel remake è andata nella direzione di dare scioltezza, naturalezza e spontaneità ai due interpreti. In questa direzione va anche la scelta di affidare ad un’artista come Brina Babini la realizzazione di nuovi pupazzi dei Porcellini e del Lupo. Brina, dopo avere studiato i pupazzi originali e conoscendo gli attori del TMA, in stretta collaborazione con noi, ha realizzato i personaggi della storia ispirandosi ad alcuni cartoni animati d’epoca. Le nuove figure sono state realizzate pensando ad Alessandro e Stefania, alle loro qualità e al loro rapporto sulla scena basato su un’improvvisazione che genera complicità, contrasti, esilaranti botta e risposta. E tutto questo ha arricchito il nostro sguardo nel curare la regia dell’allestimento e di conseguenza disegnato uno spettacolo nuovo, che dalla traccia della matrice, profondamente rispettata, riesce a rendersi creazione originale e ad aggiungere valore.”

Danilo Conti

TUTTI GIU’ DAL PALCO

ACCETTELLA TEATRO

Sabato 12 e 19, domenica 13 e 20 settembre 2026, ore 17.30 / TEATRO MONGIOVINO /


  • Ideazione: Silvia Grande /
  • attori e animatori: Alessandro Accettella, Silvia Grande
  • scenografia e marionette: Valentina Bazzucchi
  • animazione musicale: Gianni Silano


Per questo inizio stagione abbiamo in serbo una sorpresa per grandi e piccini!
Per due fine settimana di settembre ci trasferiremo “giù dal palco”.
Sarà un modo per conoscerci meglio, da vicino. Un’occasione per presentare alcuni degli appuntamenti della stagione (2026/2027) e per esplorare il nostro teatro e il suo unico spazio esterno. Racconteremo storie e proporremo varie attività laboratoriali.

Ciascun membro della compagnia degli Accettella condividerà con il pubblico la propria specifica abilità; Alessandro e Silvia racconteranno storie, suggeriranno giochi teatrali, animeranno alcune marionette e vi daranno indicazioni per provare ad animarle con loro! Con Valentina si lavorerà sulla costruzione di oggetti, attraverso laboratori creativi. Gianni proporrà laboratori musicali.

Bambini e grandi si muoveranno fra il giardino e la sala del nostro teatro (rigorosamente giù dal palco!), partecipando attivamente. Sarà possibile visitare la mostra allestita nel gazebo sulla storia della famiglia Accettella che ha iniziato il suo percorso teatrale, quasi per caso, durante il secondo dopoguerra. I bambini potranno fare merenda mentre ai grandi offriremo un aperitivo.
Sarà con noi anche la libreria Eco di FATA che accoglierà bambine e bambini con la meraviglia delle storie in kamishibai e letture ad alta voce di bellissimi albi illustrati.
Trattandosi di un’attività che coinvolge sia i bambini che gli adulti non sarà possibile lasciare i bambini da soli a teatro. I biglietti avranno lo stesso prezzo dei normali spettacoli.