Sabato 27 e domenica 28 FEBBRAIO 2027; ore 16.30 – lunedì 1° MARZO 2027; ore 10.30 per le Scuole / TEATRO MONGIOVINO
SPETTACOLO CON ATTORI E FIGURE
con: Marlon Zighi Orbi e Jhans Serna Rayme
Regia: Giancarlo Vulpes
Figure: Ada Mirabassi
Un Maestro, disilluso e abituato a correggere solo “nature morte”, ha chiuso i suoi sogni in una cartella. Un Allievo, in cerca solo di un buon voto, irrompe nel suo studio con una domanda che risveglia un ricordo. Da quel ricordo, prende vita la storia del Piccolo Principe. L’allievo troverà una storia da amare. Insieme, scopriranno che a volte basta un compagno di viaggio per ritrovare la strada verso ciò che conta davvero. Uno spettacolo per chi non si accontenta delle apparenze. Per chi crede che un disegno non sia solo un segno su un foglio, ma possa contenere un elefante intero, un pianeta lontano e la storia più bella che ci sia: quella di un’amicizia che cambia per sempre chi la vive.
Sabato 13 e domenica 14 MARZO 2027; ore 16.30 / lunedì 15 marzo 2027; ore 10.30, per le Scuole / TEATRO MONGIOVINO
Ispirato al libro Il pesciolino nero di Samad Behrangi di e con Vania Pucci disegni di sabbia dal vivo e animazioni digitali Ines Cattabriga luci e suoni Saverio Bartoli operatore multimediale Giacomo Saradini tecnica utilizzata attore e immagini dal vivo fascia d’età dai 3 anni foto di scenaSanzio Fusconi
Le storie riposano all’interno di scatole, di bauli, di casse. Quando apri una scatola le storie prendono aria e puoi raccontarle, perché le storie vivono solo se le racconti… Le avventure di Pesce Gaetano è una storia che una nonna Pesce racconta ai suoi 12.000 figli e nipoti, tutte le sere in fondo al mare. È la storia di Gaetano, un pesciolino curioso dalla grande coda che è nato nella sorgente, lassù sulle alte montagne. Prima di addormentarsi guarda il cielo pieno di stelle e sogna di fare un grande viaggio e di andare a scoprire il mondo. Un giorno decide di partire e l’unico modo per andar via dalla sorgente è gettarsi nella cascata … inizia con questo atto di coraggio un viaggio alla scoperta del mondo, dalla cascata arriverà nel ruscello, nel fiume e poi nel mare… Quanti incontri farà Gaetano in questo lungo viaggio, alcuni paurosi altri piacevoli… i pesci grigi, il granchio, l’allodola, l’airone, le lavandaie, il luccio ed infine l’orata, il pesce Lanterna… in questo viaggio Gaetano impara a difendersi, a fare nuovi amici, a non aver paura. Ed alla fine Gaetano ritornerà alla sua casa o continuerà il suo viaggio? Chissà… Lo spettacolo è stato costruito con una tecnica originale che fa interagire differenti linguaggi. Nel cast dello spettacolo ci sono un’artista multimediale che muove i personaggi realizzati in digitale e li fa interagire con l’attrice ed una sand artist che scolpisce, modella, disegna con la sabbia con straordinaria abilità creando ambienti e situazioni che tramite una video camera vengono proiettate in diretta. Giallo Mare Minimal Teatro da oltre trenta anni produce spettacoli con segni grafici, pittorici in digitale che dialogano con il corpo, i gesti e il racconto dell’attore
Il teatro Mongiovino offre la possibilità di organizzare una festa di compleanno in modo originale, partecipando ad uno spettacolo del programma o con una festa in esclusiva per voi.
• PARTECIPANDO AD UNO SPETTACOLO DEL PROGRAMMA / Un modo diverso per festeggiare invitando amici e parenti a vedere uno spettacolo teatrale del cartellone del Teatro Mongiovino degli Accettella; dopo o prima lo spettacolo, per circa due ore, possibilità di utilizzare il gazebo adiacente al teatro, appositamente attrezzato, per festeggiare insieme agli invitati*. Condizioni: · Costo del biglietto (sabato, domenica e festivi): ridotto – € 8,00 per i bambini, € 10,00 per gli adulti · Ingresso gratuito per i genitori del festeggiato · Costo del gazebo: € 115,00 · Disponibilità del gazebo da un’ora prima dello spettacolo a due ore dopo dello spettacolo · Prenotazione telefonica e pagamento anticipato di € 50,00 · Si chiede di prevedere l’ingresso di una persona adulta ogni 8 bambini
• CON UNA FESTA IN ESCLUSIVA È possibile realizzare feste di compleanno in esclusiva, con animazione e rappresentazione degli Accettella, presso gli spazi, all’aperto e al chiuso, del Teatro Mongiovino, al costo complessivo di € 560,00. La festa in esclusiva è possibile per bambini dai 4 agli 8 anni nel giorno e negli orari che preferite. Prenotazione e pagamento anticipato di € 250,00. La festa sarà così articolata (durata totale 2 ore e mezza): · SPETTACOLO DI ANIMAZIONE*: Racconto con attori e marionette (40 minuti circa), in teatro · BREAK (20 minuti circa), nel gazebo e nel giardino · GIOCO TEATRALE e animazione della torta di compleanno (30 minuti circa), in teatro · TEMPO LIBERO per scarto regali e saluti (1 ora circa), nel gazebo e nel giardino
• E’ possibile anche festeggiare una festa in esclusiva senza l’intervento della nostra Compagnia affittando il gazebo e potendo usufruire di tutto il giardino, ad un costo di € 240,00
BUON COMPLEANNO!
per lo spettacolo da fare per le feste in esclusiva scegli fra i seguenti spettacoli:
Sabato 1 e domenica 2 marzo 2025, ore 16.30 / TEATRO MONGIOVINO/ dai 4 anni / martedì 4 marzo 2025, ore 10.30 per le Scuole
Di: Icaro e Alessandro Accettella
Regia: Alessandro Accettella e Gianni Silano
Con: Alessandro Accettella, Silvia Grande, Viviana Mancini e Gianni Silano
Tecnica: marionette a filo, teatro d’attore e musica dal vivo
Marionette di: Ferdinando Codognotto
Luci di scena e fonica: Roberto de Leon
Un esimio professore di “dragologia” viene invitato a tenere una vera e propria lezione sui suoi cari e vecchi “amici” draghi: dove vivono, cosa mangiano, quanti sono nel mondo, se sono buoni o cattivi. Il professore inizia a raccontare… Una bambina di nome Sara è stata invitata ad una festa di Carnevale, ma… cosa potrà indossare per vincere il primo premio in palio per la maschera più bella? La soffitta è il posto migliore dove trovare qualcosa da mettere e il baule del nonno, grande mago, è pieno di maschere, fra cui una di drago! Ma sarà prudente indossarla? Potrebbe essere… una magia? Lo scopriremo solo ascoltando storie di draghi, di principesse alle prese con una strana pioggia che fuoriesce da una caverna, del figlio del re che per sposarsi tira un sasso in un fossato dove da mille anni vive… e di un draghetto rifiutato dalla sua famiglia perché troppo diverso dai suoi simili: niente fiamme dalla bocca, due alucce striminzite, solo una testa …
stiamo lavorando alla stesura del calendario 25/26 / TEATRO MONGIOVINO / dai 4 anni /
Il Teatro Mongiovino propone il progetto GIOCHIAMO A FARE IL TEATRO, una serie di laboratori e workshop di gioco-teatro e arte per bambini e bambine di età compresa tra i 4 e gli 8 anni.
Il progetto vuole coinvolgere i bambini e le bambine nel mondo del teatro tutto: dal relazionarsi con il proprio corpo, con lo spazio e con gli altri, al realizzare oggetti di scena, dal lavorare sulla restituzione teatrale e sull’improvvisazione al costruire marionette, ombre, burattini e scenografie.
L’obiettivo è quello di proporre il teatro e l’arte come strumenti per la crescita psicologica e emotiva dei bambin*, per un’esplorazione e una conoscenza di sé, per un superamento di limiti e blocchi psicologici, dando valore al gioco, all’immaginazione, alla creatività e all’apprendimento manuale all’interno di una dinamica di gruppo, di ascolto e condivisione.
I workshop non costituiranno un percorso formativo continuato ma sono strutturati in eventi singoli che iniziano e finiscono in 1 ora e mezza, permettendo a tutti i bambini e le bambine di poter partecipare ognuno secondo i propri impegni, tempi, interessi e volontà. Alla fine di ogni incontro i bambin* torneranno a casa con un qualcosa di “finito” (che sia un oggetto artistico o un esercizio teatrale, una tecnica espressiva, una modalità scenica). I bambini dovranno essere in grado di partecipare al corso senza l’intervento dei genitori, ai quali chiediamo di lasciare i figli e tornare a conclusione dell’incontro (se vogliono potranno attendere nello spazio del nostro gazebo o del giardino ma senza interferire con le attività). I laboratori teatrali saranno strutturati in giochi ed esercizi, singoli, di coppia e di gruppo, per un primo approccio al mondo del teatro, lavorando su precise tematiche per la scoperta di sé e degli altri. I laboratori artistici verranno realizzati utilizzando (il più possibile) materiali sostenibili, plastic free e di recupero. Le vernici utilizzate sono specifiche per i bambini, sono lavabili e non tossiche. Per la partecipazione consigliamo un abbigliamento comodo e che si possa sporcare e macchiare (con colori poi lavabili a mano o in lavatrice).
Sabato 25 e domenica 26 gennaio 2025; ore 16:30 / TEATRO MONGIOVINO / dai 3 anni /
di Icaro Accettella /
regia Alessandro Accettella /
Musiche originali di Stefano Accettella /
marionettisti Alessandro Accettella, Viviana Mancini, Silvia Grande e Gianni Silano /
luci Roberto De Leon /
Uno spettacolo storico della Compagnia marionettistica degli Accettella con le grandi marionette di Ferdinando Codognotto
Pinocchio, il celebre e centenario “burattino” di Collodi, è un pozzo di significati. E’ come se un Pinocchio stesse dentro un altro, ed un altro dentro un altro ancora; ogni giorno ne viene fuori uno diverso, quante sono le chiavi di lettura. Da qui uno spettacolo almeno “doppio”, uno tutto “dentro” ed uno tutto “fuori”: uno fatto di falegnami, di botteghe, di viuzze, di paese, di compagni di scuola…… , insomma, tutto cose …. ed un altro fatto di parrucche gialle, di ombre parlanti, di fuochi, di barbacce nere, di campi miracolosi, di casine di cristallo, di bocche spropositate, di pescicane …….., insomma, tutto simboli e segni.
Da qui spazi scenici che si incastrano, figure che si sdoppiano ingigantendosi o riducendosi, ombre e luci che sbucano dappertutto… Ed oggetti teatrali che crescono e spariscono………. Da qui pulcini, grilli, gatti, corvi, civette, asini, pesci……. Alla fine Pinocchio rompe la “gabbia” degli incubi, delle paure, delle illusioni, delle speranze…… E ricomincia cosciente le sue “avventure” , è un burattino o un bambino? Diciamo che è un Pinocchio “diverso”.
Dopo suo fratello Bruno e sua sorella Anna, il 18 dicembre ci ha lasciato Icaro Accettella. Una mancanza incolmabile per noi. Un pezzo di storia del Teatro Italiano, il protagonista di una storia incredibile, nata dalla voglia di fantasia dei genitori e alimentata da una tendenza artistica contagiosa che ha lasciato un’impronta indelebile in almeno tre generazioni romane e non solo.
Un uomo che ha dato al teatro tutto se stesso.
Giulio
Ciao Icaro Non dimenticherò mai le tue presentazioni dei nostri spettacoli. La tua grande capacità di coinvolgere bambini e adulti allo stesso tempo. Gli spettacoli di Carnevale e della Befana soprattutto, giocavi con tutto il pubblico ed io, ancora piccolo, mi divertivo come un matto. Molte volte il vero spettacolo, ancor prima che le marionette entrassero in scena, eri tu! Anche quando non stavi in forma, in quel preciso momento, dimenticavi tutto e non ti fermava nessuno. Non dimenticherò i tanti sacrifici e il tuo grande amore per il teatro, la tua passione nello scrivere i testi degli spettacoli e i consigli che mi hai dato dopo la morte di papà. Sei stato per me un grande maestro. Mi mancherai tantissimo!
Domenica 14 dicembre 2025, ore 16.30 / TEATRO MONGIOVINO / 3 -7 anni /
Di: Alessandro Accettella e Roberto Piumini
Regia: Danilo Conti
Con: Alessandro Accettella e Viviana Mancini
Luci e fonica: Roberto De Leon
Spettacolo tratto dal libro ‘C’era una volta, ascolta’, un pot-pourri di filastrocche e raccontini scritti con la consueta delicatezza di Piumini, scrittore straordinario di opere per l’infanzia.
Storie di oggetti, oggetti comuni che usiamo e vediamo tutti i giorni, a volte dimenticati, ma sempre pronti ad essere usati; oggetti che, se presi in mano ed ascoltati, hanno il potere di raccontarci le loro formidabili e avventurose storie.
Due fratelli decidono di andare in soffitta alla ricerca dell’albero e delle luci da montare per Natale e del baule dove il nonno custodisce un diario su cui ha scritto le storie da raccontare ai suoi nipotini la sera di Natale; la vista però di oggetti vari e sparsi, scatena la fantasia dei due, che tornano improvvisamente bambini, e che cominciano a raccontarsi delle nuove storie.
Uno spettacolo su un tema classico del teatro ragazzi: il gioco, il gioco che nasce dalla semplicità dell’oggetto animato, e dalle relazioni tra soggetti.
Spettacolo con attori e ombre che desidera restituire al pubblico l’intensa e delicata atmosfera dell’incontro tra i due principali personaggi che, dopo un primo momento, desiderano condividere le loro storie. La trama ha radici, per poi distaccarsene in una soluzione poetica liberamente ispirata, nella lettura dell’Occhio del Lupo di Daniel Pennac. Ne nasce una storia visionaria e struggente che offre alle ombre, realizzate da Silvia Grande, la suggestione per creare immagini, ambienti e atmosfere. Il Lupo e il Bambino provengono da mondi molto lontani, il nord e il sud del pianeta, vittime di povertà, degrado dell’ambiente e violenza. Il loro occasionale incontro rivela le affinità delle loro esistenze costantemente in fuga da situazioni minacciose: la caccia, la migrazione, la guerra, una solitudine che solo l’amicizia può alleviare e il desiderio di essere vivi che il Bambino riesce a trasmettere al Lupo. Nella tradizione di Accettella Teatro le drammaturgie vengono affrontate utilizzando differenti linguaggi che intendono arricchire la scena di stimoli e significati: attori (Alessandro Accettella e Silvia Grande), ombre e marionette a filo sono qui i protagonisti. L’intreccio di ambienti musicali che si desiderano sempre molto curati, la misurata recitazione a volte registrata e in momenti dal vivo, la manipolazione degli oggetti e la cura della scena sono da sempre elementi cardine della ricerca e del percorso della compagnia.
Note di Regia: I due protagonisti dello spettacolo provengono da mondi lontani, il nord e il sud della terra. Mondi minacciati dai cambiamenti climatici che desertificano il sud e sciolgono le calotte polari al nord. si incontrano separati dalle inferriate della gabbia di uno zoo, ma uniti dalla profondità dello sguardo. Un lupo e un bambino, rappresentanti di una parte della popolazione terrestre sempre meno tutelata e fragile, di ecosistemi non rispettati e sofferenti. L’uno strappato alle sue terre, al suo habitat selvaggio e naturale, il grande nord, e venduto allo zoo, l’altro esule che, scampato ad una guerra, che sono sempre i grandi a decidere spinti da sete di potere a dai mercati finanziari, abbandona affetti e giochi e si ritrova in un mondo straniero. Si, perché non sono loro ad essere stranieri, è il mondo che ora li ospita ad esserlo. Si incontrano e si riconoscono, si raccontano le loro storie, vincono le diffidenze, liberano sentimenti. Le sbarre della gabbia si dissolvono, i confini svaniscono, i ricordi delineano le loro nature, le amicizie passate, la purezza delle loro intenzioni, la loro storia.
In scena al Teatro Mongiovino il 20 e 21 gennaio 2024 alle 16.30; il 23 gennaio 2024 alle 10.30 (per le Scuole)
Regia di Alessandro Accettella e Gianni Silano
Con Alessandro Accettella, Gianni Silano, Silvia Grande, Viviana Mancini
Tecnica utilizzata: Teatro di marionette, teatro di figura
Ci sono tanti modi per conoscere ed incontrare il “diverso” : una predica, una ricerca, una dimostrazione… Noi lo facciamo con una brevissima e poeticissima favola di Gianni Rodari, tratta da “Favole al telefono”, uno dei suoi libri più conosciuti. La storia tratta un argomento di grande attualità come il cambiamento climatico e racconta di una violetta mammola che spunta tra i ghiacci del Polo Nord suscitando grande stupore e curiosità da parte di tutti gli animali che vivono lì… tra i ghiacci eterni. Nel vederla così profumata, così colorata e così diversa da loro, foche, merluzzo, orsi bianchi, lupi… fanno fatica ad accettarla ma uno stormo di gabbiani farà capire loro che il mondo non è tutto uguale. C’è tanto tanto di più!
Lo spettacolo ci porta ad una riflessione sull’accettazione della diversità e sull’importanza dell’integrazione e si offre come spunto e occasione per conoscere meglio l’arte narrativa di Gianni Rodari, sempre vicino alle tematiche sociali. Un omaggio ad un grande autore, alla sua incredibile capacità di creare storie attraverso tecniche creative basate spesso su giochi di parole e invenzioni linguistiche.
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