Archives Dicembre 2021

Il concerto di Cappuccetto

In scena al Teatro Mongiovino il 6, 8, 9 e 15 gennaio alle 16.30

Spettacolo-concerto ispirato a “Cappuccetto Rosso, Verde, Giallo, Blu e Bianco” di Bruno Munari.

Un Cappuccetto multicolore e le sue storie accompagnate dalla musica dal vivo: melodie originali, a volte strane e ribelli, che avviseranno Cappuccetto dei pericoli e che l’aiuteranno a tornare sempre sana e salva dalla sua mamma.

C’ era una volta una bambina di nome Cappuccetto Rosso. Un giorno la sua mamma le disse che sarebbe dovuta andare dalla nonna a portarle una focaccia. Ma la piccola doveva stare attenta perché, nel grande bosco che doveva attraversare, viveva un lupo. C’era una volta una bambina di nome Cappuccetto Verde che doveva portare alla nonna Cicalina, un cestino con dentro una bottiglia di menta, del fresco prezzemolo e tanta insalata. Ma lungo il percorso incontrò un lupo che se la voleva mangiare. Ma Cappuccetto non era sola … C’era una volta una città e una bambina di nome Cappuccetto Giallo. Questa volta per andare dalla nonna, non si doveva percorrere un incantevole bosco ma bisognava attraversare il caotico e quotidiano traffico della città. E così, un bel giorno, la piccola si fece coraggio e, insieme ai suoi amici uccellini, cominciò a percorrere la lunga strada verso la casetta della nonna. Ma un lupo furbetto al volante di una macchina, la osservava con attenzione. C’era una volta un mare blu, una piccola isoletta dove viveva solitaria una nonnina, un lupo con pinne e maschera …

Ma poi … Cappuccetto … come finisce veramente la tua storia? E se … il lupo, invece di mangiare te e la tua nonna … mangiasse il cacciatore? E se … arrivasse in tempo la tua mamma a salvarti? E se … diventassi amica del lupo e organizzassi una grande festa e nel bosco? E se ….? Però … veloce a decidere … Cappuccetto! Perché sta scendendo la notte e presto … non si vedrà più nulla!

 

Ideazione, drammaturgia, regia: Alessandro Accettella e Silvia Grande
Con: Alessandro Accettella, Viviana Mancini, Maria Giuditta Santori (percussioni), Raffaele Magrone (clarinetto e sassofono), Andrea Moriconi (chitarre)
Musiche originali: Maria Giuditta Santori
Luci: Roberto De Leon
Tecnica: Teatro di figura, teatro d’attore e musica dal vivo
età consigliata: 3/6 anni

I segreti di Pollicino

In scena il 6 gennaio alle 17.30 all’auditorium Urbani di Passignano sul Trasimeno

Liberamente ispirato a ‘Le Petit Poucet’ di Charles Perrault e ‘Diario segreto di Pollicino’ di Philippe Leichermeier e Rebecca Dautremer

Pollicino è una storia di scoperte, di riscatto, di conoscenza di sé. Ed è attraverso questa fiaba che le protagoniste, Dora e Palmira, capiranno le proprie potenzialità

Di e con Silvia Grande e Stefania Umana

immagini e scene Andrea Croci

musiche originali: Dino Semeraro e Giuseppe Soloperto
figure e costumi: Matteo Rigola
tecnica: Teatro d’attore, proiezioni, ombre e figure

età consigliata: 5-10 anni

Dora e Palmira sono due sorelle, una piena di qualità, ma tanto insicura, l’altra piena di qualità e molto sicura di sé.
Le due sorelle stanno giocando nella loro stanza e, come al solito, Palmira costringe Dora a sottoporsi a una serie di sfide e gare. Dora si vorrebbe sottrarre, ma non ne ha il coraggio, non riesce a tirare fuori il carattere e ribellarsi alla sorella. Proprio facendo leva su queste insicurezze, Palmira la provoca per ottenere ciò che vuole, o semplicemente per metterla alla prova.
Il loro è, in qualche modo, un rapporto fra oppressore e oppresso, in una dinamica che i bambini conoscono molto bene.
Ma quel giorno, nella loro stanza, succederà qualcosa che ha dell’incredibile. In quel luogo condiviso, di giochi e di studio, di complicità, ma più spesso di competizione, ingrigito dalla rivalità, un’antica fiaba, Pollicino, prenderà vita e salverà le due sorelle, rivelando loro il suo segreto più profondo: “C’è solo una cosa che ti può salvare, scoprire chi sei !”
Dora e Palmira saranno inizialmente incredule spettatrici, travolte, loro malgrado, dalla storia. Man mano, però, saranno loro stesse a ricostruire l’incredibile viaggio del settimo figlio di due boscaioli, così piccolo che quando era venuto al mondo non sembrava più grande del dito pollice, perciò lo chiamarono Pollicino. Il povero piccolo era diventato il capro espiatorio della famiglia, e gli davano sempre torto.
Insieme a Pollicino e ai suoi fratelli, Dora e Palmira attraverseranno il bosco, sconfiggeranno i lupi, l’orco e le loro paure, tornando a casa vincitrici.
Pollicino è una storia di scoperte, di riscatto, di conoscenza di sé. Ed è attraverso questa fiaba che Dora e Palmira capiranno un po’ più di loro stesse, dell’importanza di scoprire quali siano le proprie potenzialità, per poi coltivarle, poiché, appunto, l’unica cosa che ti può salvare è scoprire chi sei. E quando l’avrai scoperto, questa diventerà un’incrollabile certezza e allora potrai batterti con convinzione per costruire la tua strada, senza permettere più a nessuno di farti sentire debole e inutile.

Riccioli d’oro


In scena al Teatro Mongiovino l’11 e il 12 dicembre alle ore 16.30

Ideazione, testo e regia Danilo Conti
Collaborazione alla messa in scena Antonella Piroli
Con Alessandro Accettella, Danilo Conti e Viviana Mancini
Luci Roberto De Leon

dai 4 anni

Si tratta di una tra le più popolari fiabe anglosassoni.
In questa messa in scena, per attore e marionetta, l’ambiente è uno studio di un vecchio astronomo che, riordinando vecchie carte e oggetti utili al suo lavoro, con una grande cartina del cielo stellato alle sue spalle, cerca di spiegare ai bambini le costellazioni dell’Orsa Maggiore e Minore, quando compare una bimba con lunghi riccioli d’oro che le ricadono sulle spalle. E’ a lei che il vecchio astronomo comincia a raccontare una storia … di cui lei stessa sarà protagonista.
Una bambina, che tutti chiamavano Riccioli D’oro, entra nella casa di tre orsi, babbo orso, mamma orsa, e piccolo orsetto, che sono assenti per una passeggiata … trova la tavola imbandita con tre zuppe, intorno vi sono tre sedie, al piano superiore tre letti; nonostante si sia introdotta nella casa di soppiatto e ne sfrutti le occasionali comodità e possibilità, la bimba riesce a scegliere la cosa migliore per lei: né troppo caldo, né troppo freddo, né troppo grande, né troppo piccolo, né troppo duro, né troppo morbido, la scelta più equilibrata. Il problema è che Riccioli D’ Oro ha rotto una tazza, una sedia e si è addormentata nel letto di Orsetto. Al ritorno degli orsi, dopo un primo momento di sorpresa e irritazione, Babbo e Mamma Orsi apprezzeranno l’imprudenza e la vivacità infantile di Riccioli D’Oro lasciando nascere un’amicizia con piccolo Orsetto.
Il racconto si rende attuale soprattutto nello sviluppo dei contenuti: il tema dell’integrazione sociale tra individui provenienti da culture e stili di vita diversi e la capacità di saper discernere e quindi operare delle scelte.


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