Archives Giugno 2026

I tre porcellini

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA /

Domenica 5 luglio 2026, ore 21.15 / giardino della Biblioteca di Villanuova Clisi (BS) / Lunedì 6 luglio 2026, ore 21.15 / Piazza Tebaldo di Brescia /


  • Testo e regia: Danilo Conti e Antonella Piroli;
    Con: Alessandro Accettella e Silvia Grande;
    Pupazzi: Brina Babini;
    Scene: Tanti Cosi Progetti;
    Musiche: Davide Castiglia
  • Luci: Andrea Cardelli
    Tecnica utilizzata: teatro d’attore e di figura
  • Età consigliata: dai 3 anni

I tre porcellini è un classico della tradizione inglese la cui prima versione risale al 1843 circa, quando O. J. Halliwell la inserisce all’interno delle sue Nursery Rhymes and Nursery Tales.

Da quel momento in poi man mano che si è tramandata di generazione in generazione. Ma è proprio a quella prima stesura della fiaba a cui la compagnia si è ispirata per rappresentare la vicenda di questi tre fratellini che si trovano ad avere a che fare con il loro (e nostro) più feroce nemico: il lupo.

Per difendersi da questo essere malvagio il porcellino più piccolo costruisce una cassetta con la paglia e il mediano con la legna: entrambi ergono i loro rifugi in fretta, in modo da poter rimanere più tempo possibile per dedicarsi ai giochi. Pagheranno la loro superficialità quando il lupo, distruggendo le case in un sol soffio, se li mangerà avidamente.

Il fratellino più grande invece, con fare saggio e prevedendo la pericolosità e l’astuzia del lupo, costruisce una solida casa di mattoni e, alla fine riesce a sconfiggerlo. I tre porcellini insegna in modo molto divertente e drammatico, soprattutto rivolgendosi ai bambini più piccoli, che non bisogna essere pigri e prendercela comoda, potrebbe essere molto pericoloso: il senso della storia è di far capire che la sopravvivenza dipende da un lavoro unito alla capacità di essere previdenti. Le case che i tre porcellini costruiscono simboleggiano il progresso dell’uomo nella storia, nel corso della propria vita; con il terzo porcellino si arriva alla maturità, all’intelligenza, attraverso le quali è possibile sconfiggere potenze forti e insidiose.

Le fiabe sono fatte per essere raccontate ai bambini, e diversi sono i modi per poterle raccontare, in tante maniere si possono incantare i bambini; per la fiaba forse il più comune è quello della narrazione (anche i genitori leggendo le fiabe ai figli diventano narratori, cercando di raccontare i fatti creando un’atmosfera che catturi l’attenzione di chi l’ascolta, interpretando i personaggi differenziando le voci…), ma Danilo Conti ha scelto di proporla attraverso un linguaggio in cui l’attore in scena agisce e interagisce con tanti elementi, manipolandoli, giocando con essi.


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Spettacolo vincitore del Premio Otello Sarzi 2020 – Sezione Teatro di Figura – RESPONSO GIURIA


Note di produzione e di regia

‘I tre porcellini’ è un remake dello spettacolo prodotto nel 1998 da Tanti Cosi Progetti nel quale gli attori Danilo Conti e Antonella Piroli erano in scena assieme ai pupazzi, personaggi della storia. Lo spettacolo ricevette numerosi consensi, segnalazioni e menzioni; un lavoro che da subito colpì, soprattutto per la tecnica di animazione dei pupazzi innovativa, in particolare facendo riferimento a Danilo che diventava tutt’uno con la figura del lupo.

“Il remake ha un senso se ricrea lo spettacolo, ne porta alla luce, pur mantenendo, come in questo caso, la struttura scenografica originale, la sonorità musicale e la traccia del testo, visioni nascoste, trame, tessiture non manifestate nel corso del tempo. Per questo l’idea di un remake nasce quando si verificano precise condizioni di possibilità. In questo senso l’idea di allestire I Porcellini con il Teatro delle Marionette degli Accettella trova il suo fondamento nel percorso di collaborazione, frequentazione, conoscenza che da tempo coltiviamo insieme e che ci ha portato a realizzare alcuni spettacoli e a confrontare i nostri percorsi di creazione. Il TMA, da sempre, coniuga la tradizione del teatro di Marionette con una visione di teatro estremamente tecnica, virtuosa e al contempo esplorativa.  Il lavoro di creazione investe più ambiti e trae suggestioni da pittura, illustrazione, fumetto, letteratura, danza, recitazione; intuizioni drammaturgiche nelle quali attori e figure sperimentano possibilità di dialogo e creano lo spazio scenico, il tempo, l’azione.  Alessandro Accettella e Stefania Umana hanno restituito a me e ad Antonella, per utilizzare un linguaggio cinematografico, la visione in controcampo dello spettacolo. I nostri personaggi, le nostre azioni, le nostre espressioni hanno scoperto, sfruttando un’altra angolazione, un’identità affine. Si è creato un dialogo: I Porcellini di Antonella si sono incontrati con I Porcellini di Stefania e si sono riconosciuti, così come Il Lupo di Alessandro e Il Lupo di Danilo. Un remake deve fondarsi su questa possibilità di conservare, conoscere, confrontare, infine allontanarsi, ognuno sulle proprie gambe. I Porcellini di Antonella, più ingenui, istintivi, sprovveduti, canzonatòri, incontrano I Porcellini di Stefania che, sempre in dialogo con lei, sono ironici, bambineschi, pasticcioni. Il Lupo di Danilo ripete poche battute, privilegia il movimento nello spazio e i versi aggressivi e grotteschi. Il Lupo di Alessandro, manifestando animalità lupesca, è quasi un gentlemen al confronto: i due dialogano spesso, ironia e surplace, azione misurata. Danilo e Antonella tendono a fondersi con le figure, ad annullare la sottile linea di demarcazione tra attore e personaggio animato.  La qualità di Alessandro e Stefania è di porre l’accento nel desiderio di essere in scena con le figure, di creare anche per se stessi una partitura da interpretare insieme ai personaggi animati della storia. Il testo del narrato o dei dialoghi, che nella versione originale si è formato via via che si facevano le prove, prima di essere scritto, anche in questo remake, ha mantenuto lo stesso percorso. In tutte e due le versioni gli interpreti si sono cuciti addosso il testo, arricchito di espressioni spontanee, sfruttando ritmi, musicalità, parole consone alla loro personalità. In questo modo si è operata una riscrittura che nel remake è andata nella direzione di dare scioltezza, naturalezza e spontaneità ai due interpreti. In questa direzione va anche la scelta di affidare ad un’artista come Brina Babini la realizzazione di nuovi pupazzi dei Porcellini e del Lupo. Brina, dopo avere studiato i pupazzi originali e conoscendo gli attori del TMA, in stretta collaborazione con noi, ha realizzato i personaggi della storia ispirandosi ad alcuni cartoni animati d’epoca. Le nuove figure sono state realizzate pensando ad Alessandro e Stefania, alle loro qualità e al loro rapporto sulla scena basato su un’improvvisazione che genera complicità, contrasti, esilaranti botta e risposta. E tutto questo ha arricchito il nostro sguardo nel curare la regia dell’allestimento e di conseguenza disegnato uno spettacolo nuovo, che dalla traccia della matrice, profondamente rispettata, riesce a rendersi creazione originale e ad aggiungere valore.”

Danilo Conti

TUTTI GIU’ DAL PALCO

ACCETTELLA TEATRO

Sabato 12 e 19, domenica 13 e 20 settembre 2026, ore 17.30 / TEATRO MONGIOVINO /


  • Ideazione: Silvia Grande /
  • attori e animatori: Alessandro Accettella, Silvia Grande
  • scenografia e marionette: Valentina Bazzucchi
  • animazione musicale: Gianni Silano


Per questa fine stagione abbiamo in serbo una sorpresa per grandi e piccini!
Gli ultimi due fine settimana di maggio e il secondo di giugno ci trasferiremo “giù dal palco”.
Sarà un modo per conoscerci meglio, da vicino. Un’occasione per presentare alcuni degli appuntamenti della prossima stagione (2026/2027) e per esplorare il nostro teatro e il suo unico spazio esterno. Racconteremo storie e proporremo varie attività laboratoriali.

Ciascun membro della compagnia degli Accettella condividerà con il pubblico la propria specifica abiltà; Alessandro, Silvia e Viviana racconteranno storie, suggeriranno giochi teatrali, animeranno alcune marionette e vi daranno indicazioni per provare ad animarle con loro! Con Valentina si lavorerà sulla costruzione di oggetti, attraverso laboratori creativi. Gianni Silano proporrà laboratori musicali.

Bambini e grandi si muoveranno fra il giardino e la sala del nostro teatro (rigorosamente giù dal palco!), partecipando attivamente. Sarà possibile visitare la mostra allestita nel gazebo sulla storia della famiglia Accettella che ha iniziato il suo percorso teatrale, quasi per caso, durante il secondo dopoguerra. I bambini potranno fare merenda mentre ai grandi offriremo un aperitivo.
Sarà con noi anche la libreria Eco di FATA che accoglierà bambine e bambini con la meraviglia delle storie in kamishibai e letture ad alta voce di bellissimi albi illustrati.
Trattandosi di un’attività che coinvolge sia i bambini che gli adulti non sarà possibile lasciare i bambini da soli a teatro. I biglietti avranno lo stesso prezzo dei normali spettacoli.


La strana storia del pesce palla

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA

Sabato 26 e domenica 27 settembre 2026; ore 16:30 / TEATRO MONGIOVINO /


  • Di: Gianni Silano
  • Con: Gianni Silano, narrazione e musica – Alessandro Accettella e Silvia Grande, marionettisti – Pierluigi Campili, tastiere
  • Tecnica utilizzata: Narrazione e musica dal vivo, marionette a filo corto. Animazione e coinvilgimento diretto dei bambini
  • Età consigliata: 3-8 anni
  • Musiche e canzoni originali: Gianni Sialno
  • Regia: Gianni Silano e Alessandro Accettella

Tommasino è un bravo calciatore, ma un giorno, giocando sul suo balcone, tira un calcio troppo forte e la sua palla vola via, lontano. Rotolando e rimbalzando, la palla supera un laghetto, un bosco, una montagna, un burrone, si tuffa nell’acqua di un fiume e arriva fino al mare. Tommasino, però, non è un bambino che si perde d’animo e così parte per un viaggio per andarla a cercare.
In ogni ambiente che attraversa incontra qualcuno che gli chiede di superare delle prove: una papera di nuotare, un fungo di ballare, un lupo di ululare. Finalmente giunto a destinazione, Tommasino fa una scoperta: la sua palla si è trasformata in un pesce… palla e ora partecipa alle partite tonni contro delfini, con gran divertimento per tutti!
Come termina questa storia? Se la palla resta pesce, Tommasino sarà triste… se la palla torna palla, ad essere tristi saranno i pesci… che fare? Saranno i bambini a decidere il finale di questo viaggio coinvolgente pieno di incontri, canzoni, animazione e tanto divertimento.


Storie in soffitta

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA /

Lunedì 13 luglio 2026; ore 21:00 / Via Morettini di Perugia / Martedì 14 luglio 2026; ore 21:00 / Largo Santa Maria di Paciano (PG) /


  • Di: Alessandro Accettella e Roberto Piumini
  • Regia: Danilo Conti
  • Con: Alessandro Accettella e Giorgia Palmucci
  • Luci: Sara Marfella

Due fratelli decidono di andare di andare in soffitta ad aprire un baule dove il nonno custodisce un diario su cui ha scritto le storie da raccontare ai suoi nipotini; la vista però di oggetti vari e sparsi, scatena la fantasia dei due, che tornano improvvi-samente bambini, e che cominciano a raccontarsi delle nuove storie.

Un ombrellino triste che restava sempre chiuso perché nel Paese dove viveva non pioveva mai … una forchetta lucida lucida, con i denti d’argento, le altre posate l’ammiravano, alcune la volevano in sposa, ma lei aspettava di incontrare il vero amore …  una palla, che per sbaglio una principessa maldestra lasciò cadere in uno stagno dove viveva un ranocchio … un gomitolo di lana magico che un giorno indicò ad una bambina la strada per tornare a casa da lungo un viaggio …

Un incessante susseguirsi di storie e divertenti gag che che sembrano non fermarsi mai … Ma … si sentono i passi di qualcuno che sta salendo … meglio andare.
Uno spettacolo su storie scelte dal libro ‘C’era una volta, ascolta’, un pot-pourri di filastrocche e raccontini scritti con la consueta delicatezza di Piumini, scrittore straordinario di opere per l’infanzia. Storie di oggetti, oggetti comuni che usiamo e vediamo tutti i giorni, a volte dimenticati, ma sempre pronti ad essere usati; oggetti che, se presi in mano ed ascoltati, hanno il potere di raccontarci le loro formidabili e avventurose storie. Uno spettacolo su un tema classico del teatro ragazzi: il gioco e le relazioni tra i bambini che lo conducono, il gioco che nasce dalla semplicità dell’oggetto animato.


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Note di regia

“L’unico talento che io ho è quello di amare quel piccolo mondo racchiuso tra le spesse mura di questo edificio e soprattutto mi piacciono le persone che abitano qui in questo piccolo mondo. Fuori di qui c’è il mondo grande e qualche volta capita che il mondo piccolo riesca a rispecchiare il mondo grande tanto da farcelo capire un po’ meglio. In ogni modo riusciamo a dare a tutti quelli che vengono qui la possibilità, per qualche minuto, per qualche secondo, di dimenticare il duro mondo che è la fuori. Il nostro teatro è un piccolo spazio fatto di disciplina, di coscienza, di ordine e di amore” (Oscar Ekdahl – Fanny e Alexander di Ingmar Bergman)
La soffitta custodisce un segreto, un manoscritto. Quando vi è silenzio e non vi sono le persone il teatrino degli oggetti si anima in una rappresentazione silenziosa, come in una danza. Brevi, lenti movimenti che possono lasciare l’impressione di non essere mai avvenuti. Poi, i due fratelli che entrano per cercare quello che il nonno scriveva nel suo quaderno e che poi leggeva a loro, portano la loro freschezza, voglia di giocare, di ripercorrere storie che li hanno divertiti e affascinati, ma portano anche le loro paure, i loro litigi, le loro complicità. E allora il teatrino degli oggetti, dei pupazzi, delle marionette, si arricchisce di racconti, poesie, aneddoti. La luce cambia, la soffitta si allarga, come se si riempisse di brezza fresca. Infine il quaderno è ritrovato. E il loro desiderio, il loro amore per quello che hanno cercato con tanta intensità riuscirà a muovere l’aria di quella remota stanza, a trasformare quel piccolo spazio tanto da suscitare nel nonno il desiderio entrarvi e di riprendere a scrivere. Torna un’atmosfera tenue, di raccoglimento, i due fratelli si ritirano veloci, senza essere visti, quasi temendo una punizione per avere invaso quello spazio. Ma sarà grazie a loro che lo scrittore tornerà a trasferire le sue visioni nelle pagine del quaderno.

Il segreto del bosco

MICROTEATRO TERRA MARIQUE /

Sabato 3 e domenica 4 OTTOBRE 2026, ore 17:00 / TEATRO MONGIOVINO / dai 4 agli 8 anni /


  • Autore: Claudio Massimo Paternò e Eleonora Cecconi /
  • Regia: Claudio Massimo Paternò
  • Interpreti: Claudio Massimo Paternò – Ladislava Laura Dujsikova / Ingrid Monacelli
  • Scenografia e figure animate: Mario Mirabassi

Descrizione:

Il bosco ci racconta una paradossale storia notturna sulla diversità, sul riconoscimento di sé e sul pregiudizio. Un’avventura che alterna toni delicati, leggeri ed ironici e che vede protagonisti due animali (una civetta e un pipistrello) spesso visti in modo negativo e sinistro. Essi si rivelano creature delicate, timide, sognatrici, portatrici di valori e sentimenti universali quali l’amore, la tenacia, l’amicizia. Due creature essenziali per l’eco-sistema ed oggi in pericolo di estinzione. Due animali notturni che hanno un singolare destino: avere molte cose in comune ma essere tra loro irrimediabilmente lontani, perché uno predatore dell’altro.

Un giovane pipistrello orfano si innamora di una civetta canterina che si sta preparando, a dispetto dei pregiudizi, a partecipare al “Festival del Canterino Notturno” (che sarà mostrato come parodia di festival canori ben più famosi). Il pipistrello è convinto di essere un uccello ma un topo gli dimostra di non essere altro che un topo con le ali e di essere una delle prede preferite di uccelli notturni proprio come la civetta.

Nonostante questa differenza il pipistrello non si da per vinto e si dichiara. La civetta però pensa solo alla sua imminente performance e liquida velocemente il suo spasimante. 

Arrivato il momento dell’esibizione la civetta si trova ostaggio di un gruppo di zanzare golpiste e il pipistrello (tra i più grandi predatori di zanzare) la libererà. Tuttavia la differenza di specie c’è e i due capiscono che potranno convivere felicemente solo nella loro differenza.  

Riferimenti educativo-pedagogici: 

  • Diversità
  • Riconoscimento di sé
  • Autodeterminazione
  • Emozioni

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A capofitto

TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA

Giovedì 23 luglio 2026, ore 21.30 / Via della Torre di San Vincenzo (LI) / Venerdì 24 luglio 2026, ore 21.30 / Via Arnino di Marina di Pisa (PI)/

  • Testo e Regia: Silvia Grande e Stefania Umana
    Scene: 
    Andrea Croci
    Con: 
    Silvia Grande e Stefania Umana
  • Musiche: Nico Maraja
  • Luci: Roberto De Leon
  • dai 5 anni in su

Liberamente ispirato alle storie di Alice Cascherina di Gianni Rodari

Due anziane signore, Erminia e Annunziata, cuciono insieme una coperta per il nipotino che sta per nascere.
E’ il tempo dell’attesa e, dalla quotidianità delle loro azioni, si ritroveranno a vivere loro stesse le avventure che augurano al nipotino, in un gioco che le trasporterà dal mondo della realtà a quello della fantasia.
Le due nonnine intraprenderanno, così, un viaggio nel profondo del mare per risalire e perdersi nel mondo delle fiabe e poi in quello di una notte buia illuminata solo dalla luce delle lucciole.
Seguendo la tradizione del patchwork, che è l’arte del cucire raccontando, le due protagoniste, durante la preparazione della coperta, raccontano storie per lasciarle impresse nella stoffa così che, il loro, non sia solo un regalo materiale al nipotino, ma un augurio per una vita piena di stupore e di meraviglia.

Lo spettacolo si snoda attraverso le varie fasi della giornata (mattina, pomeriggio e sera) e della preparazione della coperta (scelta delle stoffe, taglio e cucito) e ciascuna azione porta le nonne a raccontare una storia fino a che la giornata volge al termine e la coperta è pronta.
Con l’arrivo della notte il mondo della fantasia e della realtà, non saranno più così separati e la coperta, illuminata dalle lucciole, diventerà il simbolo del “Paese delle Meraviglie” che non è poi così lontano dal mondo reale.
Lo spettacolo è stato ispirato dalla poetica di Gianni Rodari e le storie raccontate sono tratte da Alice Cascherina dal libro “Favole al telefono”.
Sono favole che puntano lo sguardo sulla curiosità e la spontaneità attraverso la quale i bambini osservano il mondo che li circonda. La vista magica e originale che rivolgono alle cose e agli eventi li porta a cadervi dentro: “a capofitto“, appunto, consentendogli di scoprire ciò che è giusto o sbagliato riconoscendo le sfumature delle emozioni.
Le avventure di Alice sono quelle di tutti i bambini, quelle che li conducono sempre un po’ più vicini al mondo e a se stessi, una caduta dopo l’altra.

Cadon le stelle dal firmamento,
cadon le foglie portate dal vento,
cade l’asta del tranvai,
ma il cascherino non casca mai.
(G. Rodari)


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