I tre porcellini

Spettacolo in scena al Teatro Quarticciolo di Roma il 24 novembre alle 17 – al Teatro Corte di Coriano l’1 e il 2 dicembre

I TRE PORCELLINI

I tre porcellini è un classico della tradizione inglese la cui prima versione risale al 1843 circa, quando O. J. Halliwell la inserisce all’interno delle sue Nursery Rhymes and Nursery Tales.

Da quel momento in poi man mano che si è tramandata di generazione in generazione. Ma è proprio a quella prima stesura della fiaba a cui la compagnia si è ispirata per rappresentare la vicenda di questi tre fratellini che si trovano ad avere a che fare con il loro (e nostro) più feroce nemico: il lupo.

Per difendersi da questo essere malvagio il porcellino più piccolo costruisce una cassetta con la paglia e il mediano con la legna: entrambi ergono i loro rifugi in fretta, in modo da poter rimanere più tempo possibile per dedicarsi ai giochi. Pagheranno la loro superficialità quando il lupo, distruggendo le case in un sol soffio, se li mangerà avidamente.

Il fratellino più grande invece, con fare saggio e prevedendo la pericolosità e l’astuzia del lupo, costruisce una solida casa di mattoni e, alla fine riesce a sconfiggerlo. I tre porcellini insegna in modo molto divertente e drammatico, soprattutto rivolgendosi ai bambini più piccoli, che non bisogna essere pigri e prendercela comoda, potrebbe essere molto pericoloso: il senso della storia è di far capire che la sopravvivenza dipende da un lavoro unito alla capacità di essere previdenti. Le case che i tre porcellini costruiscono simboleggiano il progresso dell’uomo nella storia, nel corso della propria vita; con il terzo porcellino si arriva alla maturità, all’intelligenza attraverso le quali è possibile sconfiggere potenze forti e insidiose.

Le fiabe sono fatte per essere raccontate ai bambini, e diversi sono i modi per poterle raccontare, in tante maniere si possono incantare i bambini; per la fiaba forse il più comune è quello della narrazione (anche i genitori leggendo le fiabe ai figli diventano narratori, cercando di raccontare i fatti creando un’atmosfera che catturi l’attenzione di chi l’ascolta, interpretando i personaggi differenziando le voci…), ma Danilo Conti ha scelto di proporla attraverso un linguaggio in cui l’attore in scena agisce e interagisce con tanti elementi, manipolandoli, giocando con essi.

 

Testo e regia: Danilo Conti e Antonella Piroli;
Con: Alessandro Accettella e Stefania Umana;
Pupazzi: Brina Babini;
Scene: Tanti Cosi Progetti;
Disegno luci: Roberto De Leon

Fascia d’età: dai 3 anni in su

Tecnica utilizzata: teatro d’attore e di figura

si ringrazia per l’ospitalità la Compagnia Drammatico Vegetale

 

 

Recensione di Rossella Marchi

Perfettamente riuscito il connubio tra il Teatro delle Marionette degli Accettella e Danilo Conti il quale ha firmato, con Antonella Piroli, testo e regia di questo spettacolo storico. Abbiamo visto in scena due credibili interpreti, Alessandro Accettella e Stefania Umana, che per nulla hanno fatto rimpiangere i due autori/attori delle origini di questo lavoro. La favola de “I tre porcellini”, come sappiamo, narra di tre fratelli porcelli che, per cercare di sfuggire al loro più acerrimo nemico, il lupo, decidono di costruire una casa ciascuno per difendersi. Il primo costruirà un casetta di paglia che volerà via al primo soffio del lupo che se lo mangerà, il secondo costruirà un casetta di legno che crollerà dopo qualche soffio del lupo e se lo inghiottirà, infine l’ultimo, il più furbo dei tre, costruirà una casetta di mattoni che il lupo non riuscirà a far crollare sfuggendo così al nemico e riuscendo anche ad eliminarlo con una mossa strategica. Lo spettacolo di teatro di figura e attore, da subito cattura lo spettatore per il buon ritmo che riesce a tenere per tutta la sua durata. La storia si snoda facilmente tra una risata e l’altra grazie alla maestria dei due animatori/attori nel dar vita ai bei pupazzi di Brina Babini e la capacità di relazionarvisi: nascono infatti divertentissimi siparietti proprio nella rapporto tra il pupazzo e l’attore che lo anima come fosse altro da sé. Molto interessanti, funzionali e per nulla banali le scene di Antonella Piroli che aiutano a narrare la storia con divertenti stratagemmi: una curiosa struttura basata sul meccanismo della carrucola infatti, li aiuterà a costruire le ambientazioni. Ben caratterizzati e riconoscibili tutti i personaggi. Gli autori hanno infatti costruito profili molto precisi e divertenti per ogni personaggio: dal lupo narcolettico al porcellino più ingegnoso. Volano via veloci e leggeri i cinquanta minuti di questa rappresentazione, scanditi dalle risate di grandi e piccini.

 

Recensione di Renata Rebeschini

Lo storico Teatro delle Marionette degli Accettella con i suoi I TRE PORCELLINI ha portato un momento di allegria e di freschezza (giovane… nonostante la lunga storia della famiglia Accettella… o forse proprio per questo…) ed ha sicuramente convinto. Un racconto giocato sulle ottime capacità dei due attori/burattinai (Stefania Umana e Alessandro Accettella) che hanno strappato risate fin dalle prime battute; la relazione (come spesso capita negli ultimi anni ma non sempre con questi risultati) tra attore e pupazzo (belli i porcellini di Brina Babini) che dialogano tra loro aumenta il piacere di uno spettacolo proposto con grande simpatia, con ottima tecnica e con la giusta ironia. Scene funzionali allo spettacolo e un testo (di Danilo Conti anche regista e Antonella Piroli, scenografa) senza banalità e senza tentativi di morali scontate, sempre a ricordare che uno spettacolo, se ben congegnato come questo, porta in sé tutte le caratteristiche di come si può far divertire in modo intelligente piccini e adulti!

 

Note di produzione e di regia.

‘I tre porcellini’ è un remake dello spettacolo prodotto nel 1998 da Tanti Cosi Progetti nel quale gli attori Danilo Conti e Antonella Piroli erano in scena assieme ai pupazzi, personaggi della storia. Lo spettacolo ricevette numerosi consensi, segnalazioni e menzioni; un lavoro che da subito colpì, soprattutto per la tecnica di animazione dei pupazzi innovativa, in particolare facendo riferimento a Danilo che diventava tutt’uno con la figura del lupo.

“Il remake ha un senso se ricrea lo spettacolo, ne porta alla luce, pur mantenendo, come in questo caso, la struttura scenografica originale, la sonorità musicale e la traccia del testo, visioni nascoste, trame, tessiture non manifestate nel corso del tempo. Per questo l’idea di un remake nasce quando si verificano precise condizioni di possibilità. In questo senso l’idea di allestire I Porcellini con il Teatro delle Marionette degli Accettella trova il suo fondamento nel percorso di collaborazione, frequentazione, conoscenza che da tempo coltiviamo insieme e che ci ha portato a realizzare alcuni spettacoli e a confrontare i nostri percorsi di creazione. Il TMA, da sempre, coniuga la tradizione del teatro di Marionette con una visione di teatro estremamente tecnica, virtuosa e al contempo esplorativa.  Il lavoro di creazione investe più ambiti e trae suggestioni da pittura, illustrazione, fumetto, letteratura, danza, recitazione; intuizioni drammaturgiche nelle quali attori e figure sperimentano possibilità di dialogo e creano lo spazio scenico, il tempo, l’azione.  Alessandro Accettella e Stefania Umana hanno restituito a me e ad Antonella, per utilizzare un linguaggio cinematografico, la visione in controcampo dello spettacolo. I nostri personaggi, le nostre azioni, le nostre espressioni hanno scoperto, sfruttando un’altra angolazione, un’identità affine. Si è creato un dialogo: I Porcellini di Antonella si sono incontrati con I Porcellini di Stefania e si sono riconosciuti, così come Il Lupo di Alessandro e Il Lupo di Danilo. Un remake deve fondarsi su questa possibilità di conservare, conoscere, confrontare, infine allontanarsi, ognuno sulle proprie gambe. I Porcellini di Antonella, più ingenui, istintivi, sprovveduti, canzonatòri, incontrano I Porcellini di Stefania che, sempre in dialogo con lei, sono ironici, bambineschi, pasticcioni. Il Lupo di Danilo ripete poche battute, privilegia il movimento nello spazio e i versi aggressivi e grotteschi. Il Lupo di Alessandro, manifestando animalità lupesca, è quasi un gentlemen al confronto: i due dialogano spesso, ironia e surplace, azione misurata. Danilo e Antonella tendono a fondersi con le figure, ad annullare la sottile linea di demarcazione tra attore e personaggio animato.  La qualità di Alessandro e Stefania è di porre l’accento nel desiderio di essere in scena con le figure, di creare anche per se stessi una partitura da interpretare insieme ai personaggi animati della storia. Il testo del narrato o dei dialoghi, che nella versione originale si è formato via via che si facevano le prove, prima di essere scritto, anche in questo remake, ha mantenuto lo stesso percorso. In tutte e due le versioni gli interpreti si sono cuciti addosso il testo, arricchito di espressioni spontanee, sfruttando ritmi, musicalità, parole consone alla loro personalità. In questo modo si è operata una riscrittura che nel remake è andata nella direzione di dare scioltezza, naturalezza e spontaneità ai due interpreti. In questa direzione va anche la scelta di affidare ad un’artista come Brina Babini la realizzazione di nuovi pupazzi dei Porcellini e del Lupo. Brina, dopo avere studiato i pupazzi originali e conoscendo gli attori del TMA, in stretta collaborazione con noi, ha realizzato i personaggi della storia ispirandosi ad alcuni cartoni animati d’epoca. Le nuove figure sono state realizzate pensando ad Alessandro e Stefania, alle loro qualità e al loro rapporto sulla scena basato su un’improvvisazione che genera complicità, contrasti, esilaranti botta e risposta. E tutto questo ha arricchito il nostro sguardo nel curare la regia dell’allestimento e di conseguenza disegnato uno spettacolo nuovo, che dalla traccia della matrice, profondamente rispettata, riesce a rendersi creazione originale e ad aggiungere valore.”

Danilo Conti

“In un gioco che dà vita a una sorta di esercizi di stile alla Queneau, I Tre Porcellini ci ha mostrato di nuovo la sua freschezza e immediatezza, meravigliandoci ancora una volta. E’ sorprendente veder rivivere scene e situazioni con attori e figure diverse come se si scoprissero dei lati della creazione nascosti, latenti. I primi timori di sottoporre un nostro lavoro a un trattamento che poteva andare a sottrarre, a impoverire la sua vena creativa, si sono dissipati capendo che invece il lavoro veniva quasi arricchito da nuovi risvolti, nuovi punti di vista. Abbiamo avuto modo di vedere da fuori la nostra creazione affidata ad altri, in un linguaggio diverso. L’esperienza ci ha dimostrato come, non solo il linguaggio col quale raccontare la stessa storia cambia, ma, affidandolo alla sensibilità di altri interpreti, cambiano anche i momenti della storia da esaltare e da sottolineare pur mantenendo una forte riconoscibilità. Questo spettacolo ci ha dimostrato di avere quella elasticità, quella naturalezza che lo rende adatto a questo tipo di operazione, adattando la propria pelle a condizioni le più diverse”.

Antonella Piroli

Curricula e note biografiche

Il Teatro delle Marionette degli Accettella, ora diretto da Giulio, Alessandro e Francesca Accettella, è stato fondato a Roma da Ennio e Maria Accettella intorno agli anni 45/47. Dal 1963 e per oltre vent’anni, sotto la direzione di Icaro, Bruno ed Anna Accettella, ha agito presso il TEATRO DEL PANTHEON di Via Beato Angelico. Dal 1985 è al TEATRO MONGIOVINO di Via Giovanni Genocchi, dove ogni anno presenta una STAGIONE teatrale per bambini e ragazzi. La COMPAGNIA ha partecipato a Festival nazionali ed internazionali con spettacoli in tutti i teatri più prestigiosi e tournée in Russia, Germania, Portogallo, Pakistan, Stati Uniti, Olanda e Grecia. Gli Accettella hanno esposto le loro marionette (per la maggior parte realizzate dallo scultore Ferdinando Codognotto) nei più importanti spazi espositivi e museali di Roma, nonché a Praga, Venezia, Perugia, San Pietroburgo, Ravenna. Numerose le partecipazioni a produzioni cinematografiche e televisive e a spot pubblicitari, video musicali e documentari.

Le PRODUZIONI della compagnia, rivolte esclusivamente a bambini e ragazzi, sono incentrate sulla contaminazione del teatro di figura (il teatro di marionette in modo particolare) con altri linguaggi, grazie anche a collaborazioni con artisti e gruppi affini per poetiche e modalità. Il teatro d’attore, il mimo, la danza, la musica e le arti visive, sono entrati nel panorama delle possibilità e delle integrazioni, permettendo di raggiungere risultati interessanti sotto il profilo sperimentale, ma anche produttivo. La poetica, sviluppata grazie ad una ricerca continua, è caratterizzata da una drammaturgia innovativa basata su miti, leggende, fiabe popolari e dall’annullamento della dimensione spazio-temporale per dare luogo ad una dimensione fantastica e onirica dove la purezza e l’universalità del mondo infantile, associata a quello del mondo naturale, recita un ruolo primario e salvifico.

Alessandro Accettella, attivo dal 1996 all’interno del Teatro delle Marionette degli Accettella in qualità di marionettista e animatore, dal 2007, in seguito alla morte del papà Bruno, è ideatore, regista e gestore degli allestimenti di spettacoli teatrali realizzati con diverse tecniche: teatro d’attore, teatro di figura, marionette a filo. Nel 1997 ha fondato l’associazione culturale ‘Sale in zucca’ che svolge attività di formazione culturale e della personalità nell’ambito dell’infanzia esercitando come ludoterapista presso i reparti di Neurochirurgia infantile e di Oncologia pediatrica del policlinico “A. Gemelli” di Roma e presso il reparto di Ematologia pediatrica del policlinico “Umberto I°” nell’ambito del progetto “Sorridi in Ospedale” promosso dal Comune di Roma – Assessorato alle Politiche per l’infanzia.

Stefania Umana dopo la laurea in grafica pubblicitaria all’accademia di Belle arti di Milano, consegue il diploma di attrice presso la scuola Quelli di Grock. Lavora in teatro come attrice e inizia una collaborazione come insegnante con scuole teatrali come il Teatro Litta e il CTA. Si trasferisce poi a Roma dove scopre la sua passione: il teatro per l’infanzia, scegliendo di dedicarsi esclusivamente a quello sia come attrice che come autrice e regista, con un’attenzione particolare al teatro di figura. Collabora stabilmente col Teatro degli Accettella di Roma. È socia fondatrice dell’Associazione Culturale Cromaticamente, con cui porta avanti i suoi progetti e gestisce la libreria per bambini Come per Magia.

Danilo Conti nel 1990 ha fondato il Teatro Naku, insieme alla scrittrice e regista venezuelana Sonia Gonzalez. Nel 1998 ha fondato il gruppo TCP Tanti Cosi Progetti, insieme all’attrice e performer Antonella Piroli. Il gruppo, co-prodotto da Accademia Perduta Romagna Teatri realizza Un castello di carte (Premio Speciale ETI Stregagatto 2002), I tre porcellini (Premio Speciale ETI Stregagatto 1998 e Menzione Speciale per l’animazione dei pupazzi) e, tra gli altri, L’osservatorio di Palomar (Il paese dove non si muore mai), Victòr, Hansel e Gretel, Cappuccetto Rosso, Il gigante egoista da Oscar Wilde, Il lupo e i sette capretti, Ulisse, chi era costui? (in coproduzione con Teatro Accettella di Roma), Cecino e Mignolina, L’asino racconta al lupo. Ha danzato nella compagnia di Monica Francia e ha partecipato come attore a numerose produzioni di Maria Martinelli, Gianfranco Tondini, Massimiliano, Gerardo La Mattina, Edo Tagliavini.

Antonella Piroli, diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Ravenna, fonda la compagnia teatrale TCP Tanti Cosi Progetti con Danilo Conti e Francesca Proia. Recita in diverse produzioni di TCP Tanti Cosi Progetti che partecipano a festival e manifestazioni italiani e internazionali, ricevendo premi e riconoscimenti. Recentemente all’attività teatrale affianca il lavoro con il disegno e la pittura (ha esposto all’interno della Biennale del Disegno di Rimini, alla mostra INVERA a cura di Massimiliano Fabbri, per l’esposizione LA SCRITTURA DISEGNATA presso il MUSAS di Santarcangelo a cura di Francesco Bocchini, Dacia Manto e Claudio Ballestracci, espone una serie di disegni per la terza edizione di SELVATICO al Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo. Collabora con artisti figurativi di fama internazionale quali Margherita Manzelli.