A capofitto

Liberamente ispirato alle storie di Alice Cascherina di Gianni Rodari

Testo e Regia Silvia Grande e Stefania Umana
Scene
Andrea Croci
Con
Silvia Grande e Stefania Umana

Musiche di Nico Maraja

Luci Roberto De Leon
Una produzione di
Teatro delle Marionette degli Accettella e Stralunò

dai 5 anni in su

Due anziane signore, Erminia e Annunziata, cuciono insieme una coperta per il nipotino che sta per nascere. E’ il tempo dell’attesa e, dalla quotidianità delle loro azioni, si ritroveranno a vivere loro stesse le avventure che augurano al nipotino, in un gioco che le trasporterà dal mondo della realtà a quello della fantasia. Le due nonnine intraprenderanno, così, un viaggio nel profondo del mare per risalire e perdersi nel mondo delle fiabe e poi in quello di una notte buia illuminata solo dalla luce delle lucciole. Seguendo la tradizione del patchwork, che è l’arte del cucire raccontando, le due protagoniste, durante la preparazione della coperta, raccontano storie per lasciarle impresse nella stoffa così che, il loro, non sia solo un regalo materiale al nipotino, ma un augurio per una vita piena di stupore e di meraviglia.
Lo spettacolo si snoda attraverso le varie fasi della giornata (mattina, pomeriggio e sera) e della preparazione della coperta (scelta delle stoffe, taglio e cucito) e ciascuna azione porta le nonne a raccontare una storia fino a che la giornata volge al termine e la coperta è pronta. Con l’arrivo della notte il mondo della fantasia e della realtà, non saranno più così separati e la coperta, illuminata dalle lucciole, diventerà il simbolo del “Paese delle Meraviglie” che non è poi così lontano dal mondo reale.
Lo spettacolo è stato ispirato dalla poetica di Gianni Rodari e le storie raccontate sono tratte da Alice Cascherina dal libro “Favole al telefono”. Sono favole che puntano lo sguardo sulla curiosità e la spontaneità attraverso la quale i bambini osservano il mondo che li circonda. La vista magica e originale che rivolgono alle cose e agli eventi li porta a cadervi dentro: “a capofitto”, appunto, consentendogli di scoprire ciò che è giusto o sbagliato riconoscendo le sfumature delle emozioni. Le avventure di Alice sono quelle di tutti i bambini, quelle che li conducono sempre un po’ più vicini al mondo e a se stessi, una caduta dopo l’altra.

Cadon le stelle dal firmamento,
cadon le foglie portate dal vento,
cade l’asta del tranvai,
ma il cascherino non casca mai.
(G. Rodari)