A capofitto

Liberamente ispirato alle storie di Alice Cascherina di Gianni Rodari

Due anziane signore, Erminia e Annunziata, immaginando le avventure di un nipote che sta per nascere, finiranno per perdersi in un mondo fantastico.

Testo e Regia Silvia Grande e Stefania Umana
Scene e Luci
Andrea Croci
Con
Silvia Grande e Stefania Umana
Una produzione di
Teatro delle Marionette degli Accettella e Cromaticamente

dai 3 agli 8 anni

Due anziane signore, Erminia e Annunziata, immaginando le avventure di un nipote che sta per nascere, finiranno per perdersi in un mondo fantastico. E’ il tempo dell’attesa e le due vecchine ricamano una coperta per il nascituro. Giorno dopo giorno, dalla quotidianità di ogni loro incontro, si ritroveranno a seguire il volo di una bolla di sapone, intraprenderanno un viaggio nel profondo del mare per risalire e perdersi nel mondo delle fiabe e poi in quello di una notte buia illuminata solo dalla luce delle lucciole. Capiranno così che il Paese delle Meraviglie che augurano al nipotino, non è poi così lontano dalla realtà: a volte basta gettarsi “a capofitto” nelle cose semplici di tutti i giorni, per vederle più da vicino e lasciarsi stupire alla ricerca della bellezza. Soprattutto basta non perdere il sentiero per tornare a casa più ricchi alla fine di ogni avventura.
Le storie di Alice Cascherina tratte dal libro “Favole a telefono” di Gianni Rodari, che ispirano tutto lo spettacolo, puntano lo sguardo sulla curiosità e la spontaneità attraverso la quale i bambini osservano il mondo che li circonda. La vista magica e originale che rivolgono alle cose li porta a cadervi dentro. Il “cadere” assume così un significato importantissimo: permette al bambino di guardare dentro l’evento, scoprire ciò che è giusto o sbagliato, riconoscere le sfumature delle emozioni. Le avventure di Alice sono quelle di tutti i bambini, quelle che li conducono sempre un po’ più vicini al mondo e a se stessi, una caduta dopo l’altra. È questo che Erminia e Annunziata augurano al nipotino: vivere una vita piena di avventure buttandosi “a capofitto” dentro le cose e, mattone dopo mattone, costruire la propria identità. L’auspicio è così allettante che si perderanno in questo viaggio anche loro!

Cadon le stelle dal firmamento,
cadon le foglie portate dal vento,
cade l’asta del tranvai,
ma il cascherino non casca mai.
(G. Rodari)