A capofitto

Liberamente ispirato alle storie di Alice Cascherina di Gianni Rodari

Testo e Regia Silvia Grande e Stefania Umana
Scene
Andrea Croci
Con
Silvia Grande e Stefania Umana

Musiche di Nico Maraja

Luci Roberto De Leon
Una produzione di
Teatro delle Marionette degli Accettella e Stralunò

dai 5 anni in su

Il Teatro Mongiovino, teatro per bambini di Roma con 80 anni di storia alle spalle, non vi lascia soli a Natale e Capodanno e entra nelle vostre case in streaming per festeggiare con voi con uno spettacolo tratto dalle Storie di Alice Cascherina di Gianni Rodari
Il 25 dicembre alle 18:00 e il 1° gennaio alle 21:00 non prendete impegni: potrete assistere al primo streaming aperto al pubblico dello spettacolo A CAPOFITTO, tratto dalle storie di Alice Cascherina di Gianni Rodari, scritto e diretto da Stralunò Teatro che lo ha co-prodotto assieme al Teatro Mongiovino.
Il teatro è chiuso, sì… ma, il teatro non si ferma! Il Mongiovino non poteva rinunciare alla sua ormai antica tradizione di festeggiare con il suo giovane pubblico e ha quindi lavorato per mesi alla realizzazione di uno spettacolo teatrale da trasmettere in streaming per arrivare nelle vostre case; un vero e proprio film teatrale realizzato con mezzi professionali da Onda Videoproduzioni.
Ma di cosa parla A Capofitto? Lo spettacolo è tratto dalle storie di Alice Cascherina di Gianni Rodari, il grande scrittore, ma anche pedagogista, poeta, giornalista e partigiano, che proprio quest’anno avrebbe compiuto 100 anni. A 40 anni dalla sua scomparsa, invece, le sue storie sono ancora fra le più amate dei bambini e fra le più pubblicate dall’editoria per ragazzi.
Così il Teatro Mongiovino ha scelto proprio questo spettacolo per il suo debutto online e per festeggiare adeguatamente con voi Natale e Capodanno.
Lo spettacolo sarà fruibile direttamente in streaming sulla piattaforma teatrale creata da Straligut Teatro www.ilsonar.it

Due anziane signore, Erminia e Annunziata, immaginando le avventure di un nipote che sta per nascere, finiranno per perdersi in un mondo fantastico. E’ il tempo dell’attesa e le due vecchine ricamano una coperta per il nascituro. Giorno dopo giorno, dalla quotidianità di ogni loro incontro, si ritroveranno a seguire il volo di una bolla di sapone, intraprenderanno un viaggio nel profondo del mare per risalire e perdersi nel mondo delle fiabe e poi in quello di una notte buia illuminata solo dalla luce delle lucciole. Capiranno così che il Paese delle Meraviglie che augurano al nipotino, non è poi così lontano dalla realtà: a volte basta gettarsi “a capofitto” nelle cose semplici di tutti i giorni, per vederle più da vicino e lasciarsi stupire alla ricerca della bellezza. Soprattutto basta non perdere il sentiero per tornare a casa più ricchi alla fine di ogni avventura.
Le storie di Alice Cascherina tratte dal libro “Favole a telefono” di Gianni Rodari, che ispirano tutto lo spettacolo, puntano lo sguardo sulla curiosità e la spontaneità attraverso la quale i bambini osservano il mondo che li circonda. La vista magica e originale che rivolgono alle cose li porta a cadervi dentro. Il “cadere” assume così un significato importantissimo: permette al bambino di guardare dentro l’evento, scoprire ciò che è giusto o sbagliato, riconoscere le sfumature delle emozioni. Le avventure di Alice sono quelle di tutti i bambini, quelle che li conducono sempre un po’ più vicini al mondo e a se stessi, una caduta dopo l’altra. È questo che Erminia e Annunziata augurano al nipotino: vivere una vita piena di avventure buttandosi “a capofitto” dentro le cose e, mattone dopo mattone, costruire la propria identità. L’auspicio è così allettante che si perderanno in questo viaggio anche loro!

Cadon le stelle dal firmamento,
cadon le foglie portate dal vento,
cade l’asta del tranvai,
ma il cascherino non casca mai.
(G. Rodari)

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