Una viola al polo nord

“Ecco, io muoio… Ma bisogna pure che qualcuno cominciasse… Un giorno le viole giungeranno qui a milioni. I ghiacci si scioglieranno, e qui ci saranno isole, case e bambini”

RIDUZIONE da FAVOLE AL TELEFONO di Gianni Rodari
AUTORE Icaro Accettella
REGIA Alessandro Accettella
SCENE Sergio Vezzali
FIGURE e MARIONETTE Ferdinando Codognotto
MUSICHE Gianfranco Pernaiachi
TECNICA UTILIZZATA marionette a filo

Età consigliata: dai 3 anni

“Io credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi. Ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo”
(GIANNI RODARI)

Un giorno, al Polo Nord, dove tutto è bianco e tutto è freddo, spunta, improvvisamente e inaspettatamente, una violetta. Una violetta profumatissima,come quelle dei nostri prati in primavera.
Gli animali del Polo, l’orso, la Foca, il merluzzo, il tricheco, non la conoscono e pertanto, dispettosamente, la rifiutano. Ma per fortuna ci sono i gabbiani: loro si che sono esperti! Volano in alto nel cielo anche oltre il Polo e conoscono tutto del mondo. Ci sono tante cose diverse e bisogna imparare a stare tutti insieme.
Gli animali del Polo vanno in crisi e tra loro scoppia una grande discussione : chi vorrebbe tenere la violetta al Polo e chi vorrebbe mandarla via.
Alla fine si sceglie una via di mezzo, quella più giusta!

La fiaba, dal libro “Favole al telefono” di Gianni Rodari, risulta semplice e lineare dimostrandosi, ancora oggi, attualissima per i suoi tanti significati.
La storia, raccontata con la tecnica delle marionette a filo e con le ombre, sarà intervallata da “giochi teatrali” che Rodari usava spesso fare con i suoi studenti per spiegare l’arte di raccontare e inventare le favole.
Raccontare una fiaba conosciuta sbagliandone intenzionalmente delle parti, rovesciandone i contenuti e le parti dei protagonisti, farne “un’insalata”. Un’insalata di favole!!
Perché tutti possono inventare favole e per farlo basta lasciar spazio alla fantasia e alla creatività, senza porsi limiti di qualsiasi genere, seguendo un procedimento che prima ancora dell’uomo adulto è proprio non a caso del bambino.
“E nulla più della fantasia permette, a tutti noi, di sentirci davvero liberi”.