Un uccellino, “Cipì” nasce sotto i tetti, affronta le
difficoltà della natura, della città, la paura degli animali più
grandi, conoscerà la prigionia, la fame e scoprirà la libertà in un
mondo che va tutto capito e conquistato. Un mondo dove il vento, il
sole, il temporale sono grandi forze attraverso le quali si giunge
ad essere coraggiosi vincendo ogni prova. Poi ci sono gli altri, i
simili, con i quali salire fino alle nuvole, per diventare sempre
più uniti per abbracciarsi e per amarsi, e stare fermi a guardare
due stelle scese dal cielo che raccontano della notte incantevole.
La storia, scritta dai ragazzi e dal loro maestro, descrive gli
avvenimenti scoperti nella natura, dove emergono esperienze che
vivono parallelamente a quelle dei bambini. In questo processo di
identificazione si scopre un po’ della vita e lo si fa anche con il
teatro.
Lo spettacolo si costruisce intorno a due attori-narratori che
giocano con piccoli elementi di luce, pupazzi, diapositive, oggetti
ingranditi dalle ombre, trasformando così lo spazio del racconto in
un grande luogo immaginario. “Cipì” e stato scritto da un maestro -
scrittore speciale: Mario Lodi, insieme ai suoi alunni, è uno dei
classici della letteratura per l’infanzia italiana, una sensibilità
nuova a misura dei bambini, per costruire una visione diversa del
mondo.