Gioacchino, la gazza e il bambino

Gioacchino, la gazza e il bambino

 dedicato a Gioacchino Rossini e a Lele Luzzati, soprattutto al bambino che era in lui e che, per nostra fortuna, non è mai diventato grande

 da un’idea di Katarina Janoskova e Paolo Valli
testo di Francesco Niccolini
regia Emanuele Gamba
con Katarina Janoskova e Paolo Valli
elaborazioni musicali Mario Autore
realizzazione scene Elio Sanzogni
luci Paolo Pollo Rodighiero

compagnia L’asina sull’isola
una produzione Arca Azzurra Teatro Ragazzi
distribuzione Teatro delle marionette degli Accettella
con la collaborazione di Lele Luzzati Foundation (Genova)| UOT Teatro alla Corte (Parma)
progetto di residenza artistica nell’ambito del bando #CREA della Fondazione Sipario Toscana onlus

in occasione dei 150 anni dalla morte di Gioacchino Rossini

 

Le gazze rubano, si sa. Ma rubano a fin di bene. Devono costruire dei nidi forti e sicuri, per
salvare i loro piccoli. Rubano oggetti luccicanti e molto altro, perché sono animali
intelligenti, non hanno paura di nulla, nemmeno dell’uomo, nemmeno del diluvio universale:
la gazza ladra fu l’unico animale che invece di ripararsi dentro l’Arca di Noè, ci volò sopra, e
le portò fortuna. Da allora tutte le case su cui si posano le gazze, si dice che sono case
fortunate: lì, i bambini crescono felici.
Ma la cosa più bella della gazza ladra è il suo nome scientifico, sembra un gioco di parole:
Pica Pica. A causa di questo nome, la gazza protagonista di questa storia si chiama Pico Pico,
ed è una gazza buffa, allegra, un po’ stortignaccola e spelacchiata, ma molto simpatica.
Se Lele Luzzati fosse stato bambino ai giorni nostri, in un mondo brutto sporco e cattivo, non
abbiamo dubbi: avrebbe affidato al suo amico Pico Pico la salvezza del mondo. E non
abbiamo dubbio nemmeno che Pico Pico avrebbe coinvolto un esercito di ragazzini in questa
opera di salvezza, perché solo i bambini – si sa – possono salvare il mondo.
Perché salvarlo è un’impresa molto impegnativa, e tutto sulle spalle di una sola gazza non
può stare.
Per questo un uomo misterioso, forse un mago o un folletto giocherellone ricco di risate e
note musicali, si rivolge a un bambino, un po’ triste e forse malato, che vive in una città più
triste e malata di lui. Prima gli restituisce il sorriso, poi gli regala una gazza, ladra e magica.
Quando arriverà il nuovo diluvio universale (perché prima o poi un altro diluvio universale ci
sarà…), bisognerà mettere in salvo un sacco di cose molto importanti: gli animali, i bambini,
poi la bellezza, e la musica.
Pico Pico e il piccolo Lele si butteranno nella grande impresa, fatta di colori, note, giochi di
parole, rumori, e il bene prezioso che fonda la vita sul pianeta: la diversità. Perché si sa,
nell’universo, non ci sono nemmeno due gocce d’acqua che sono uguali…

 

durata: 50 minuti
fascia di età: scuole materne e primo ciclo delle elementari (3-7 anni)
Prima Nazionale Festival Teatro fra le Generazioni, Castelfiorentino, 22 marzo 2019.

 

per info:
Arca Azzurra Teatro Ragazzi
Via Roma 47 – 50026 San Casciano Val di Pesa (Fi)
Lorenzo Galletti 055 8290137
lasinasullisola@arca-azzurra.it www.arca-azzurra.it
http://www.facebook.com/ArcaAzzurraTeatro

Distribuzione:
TEATRO DELLE MARIONETTE DEGLI ACCETTELLA
Piazza Gondar 22, 00199 Roma
Tel. +39.06.5131492 www.accettellateatro.it
Francesca Accettella
+39.347.3646756 — promozione@accettellateatro.it
 

Curricula

L’asina sull’isola nasce nel 1996, dall’incontro tra due artisti accomunati da esperienze maturate in più di dieci anni di attività nel campo del teatro di figura e parola. Anche se concepito come libero gioco multimediale, il linguaggio espressivo che la compagnia adotta si fonda principalmente sulle tecniche del teatro d’ombre. Katarina Janoskova proviene dall’esperienza di teatro di figura Centroeuropea, laureatasi a Praga all’Accademia di Arte drammatica, si perfeziona come attrice e animatrice con compagnie professionali in Gran Bretagna, Spagna e Italia. La formazione artistica di Paolo Valli è legata soprattutto a un lungo periodo di rapporto professionale con la compagnia Teatro Gioco Vita, all’interno della quale matura l’esperienza del teatro d’ombre dal 1978 al 1994. Dal 2018 la compagnia si lega ad Arca Azzurra Teatro, che ne produce un Brutto anatroccolo di impronta musicale (Bzzz. Operina per brutto anatroccolo, fiati e ombre) e con la quale intavola un progetto su ampia scala dedicato al mondo dell’opera da raccontare ai più piccoli.

Francesco Niccolini attraverso il suo lavoro di drammaturgo, vigila sul malessere dell’umanità. Da molti anni scrive, studia e lavora con Marco Paolini, dai tempi della versione televisiva del Vajont al recentissimo Calzolaio di Ulisse. Non avendo fissa dimora, tanto nella vita che in teatro, ha scritto e scrive per molti attori del teatro italiano: Arnoldo Foà, Anna Bonaiuto, Vetrano e Randisi, Sandro Lombardi, Alessio Boni, Giuseppe Cederna e molti altri. E alcuni giovani registi: Tonio De Nitto, Emanuele Gamba, Roberto Aldorasi, Alessio Pizzech. Da ormai dieci anni ha un fruttuosissimo sodalizio con Luigi D’Elia: insieme portano avanti la loro idea di teatro e bosco. Da alcuni anni ha iniziato una collaborazione stanziale come drammaturgo con Arca Azzurra Teatro. Pubblica con Mondadori, Einaudi e BeccoGiallo.

Emanuele Gamba collabora come attore e regista con Alberto Fassini, Franco Ripa di Meana, Marina Bianchi, Micha van Hoecke, Hugo De Ana, Jonathan Miller, Bob Wilson. Dal 1995 si perfeziona con docenti dell’Accademia Silvio D’Amico, Istituto Gitis di Mosca e della Guildhall School di Londra. Nel 1997 inaugura una collaborazione stabile con il regista Daniele Abbado a numerose produzioni liriche e di prosa italiane ed estere. Suoi ultimi spettacoli Across the  universe, Spring awakening (Prod. Todomodo Music All), Questa cosa chiamata amore di Massimo Sgorbani, con Gianluca Ferrato, Musica ribelle di Francesco Niccolini (Prod. Todomodo/Wec), Viktor und Viktoria di Giovanna Grà e con Veronica Pivetti (Prod. Pigra srl e Artisti Associati Gorizia) e La casa dei suoni, spettacolo/installazione ispirata al libro omonimo di Claudio Abbado (Produzione Bologna Festival – Fondazione Abbado).

Mario Autore si forma come attore presso il Laboratorio Teatrale Permanente del Teatro Elicantropo con gli insegnanti Carlo Cerciello, Paolo Coletta, Roberto Azzurro, Massimo Maraviglia e Gaston Troiano. Approfondisce lo studio della regia con Cerciello e della drammaturgia con Maraviglia. È diretto in teatro da Cerciello, Coletta, Mario Perrotta, Cristián Plana, Antonio Piccolo. Nel 2014 vince la segnalazione speciale al premio Hystrio alla vocazione. Dirige, tra gli altri, Un gioco, promessa e svolta per il Positano Teatro Festival 2013, Troilo e Cressida finalista premio “EcePlast” 2014 e Dietro la casa premio TRAM 2017. Nel 2011 lavora come assistente musicale per Coletta e inizia a scrivere musiche di scena, tra i titoli: L’uomo di fumo di Aniello Mallardo e Tragodìa di Ettore Nigro. Nel 2017 è tra i fondatori della compagnia UnAltroTeatro che ottiene l’anno successivo il riconoscimento ministeriale.

 Arca Azzurra Produzioni dal 1982 lavora nel segno esclusivo della drammaturgia italiana contemporanea in un ininterrotto sodalizio con Ugo Chiti e con significative aperture al lavoro di drammaturghi, attori e registi di primo piano del panorama teatrale come Alessandro Benvenuti, Stefano Massini, Francesco Niccolini. Dal primo spettacolo prodotto nel 1983, Volta la Carta… ecco la Casa, a 2 fatti di cronaca in nero del 2012, un’attenzione continua all’evolversi della società contemporanea analizzata attraverso messe in scena più volte riprese e premiate, prima fra tutte La provincia di Jimmy. Un’attività precisa e coerente, attenta ai mutamenti storici e sociologici del nostro paese con titoli come Allegretto… perbene ma non troppo o I ragazzi di via della Scala, senza dimenticare la riscoperta delle radici della nostra lingua attraverso i classici della letteratura toscana, con riscritture originali che hanno portato in scena testi come La Cena delle beffe di Sem Benelli, novelle del Decamerone, fino al Pinocchio collodiano.

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