Babayaga, storia di una strega

Micro Teatro Terra Marique

Domenica 10 marzo 2024, 17:00 / TEATRO MONGIOVINO / dai 4 anni

Autore e Regia: Claudio Massimo Paternò

Interpreti: Ingrid Monacelli – Laura Ladislava Dujsikova 

Durata: 50 minuti

Tipo drammaturgia: Contemporanea

Linguaggio : Teatro d’attore, Figure animate in lana intrecciata 

 

Descrizione:

“Cosa vuol dire essere diversi? È qualcosa che ha che fare con la nascita oppure con i sentimenti? Potrebbe spiegarlo bene Yaga, che fin da bambina è sempre stata presa in giro dai suoi coetanei e schernita perché aveva un dente solo e una personalità forte. Crescendo, il mondo non è stato molto più dolce, con lei, infatti ha subito vessazioni e maldicenze di ogni tipo, che l’hanno convinta (o costretta) ad allontanarsi dalla società e a rifugiarsi nella sua pittoresca casina nei boschi, in compagnia solo dei suoi animali, di un cancello arrugginito e di un salice. Rifugge il mondo, Yaga, ci ha provato ma ha capito che il mondo non è posto per lei.

Forse però non è la sola a cercare rifugio nel bosco. Anche Michetta, bambina orfana e sensibile, amante del canto e buona d’animo, subisce le vessazioni dei suoi crudeli compagni di classe e fugge, scappa di casa.

L’incontro tra le due sembra essere inevitabile e fatale… ma saranno in grado di fare nascere un’amicizia? Oppure si tratta della solita fiaba riguardante una strega che mangia i bambini smarriti?

La tradizionale fiaba russa viene reinterpretata in chiave contemporanea, puntando il dito su tematiche quali il bullismo, l’accettazione del diverso e la cooperazione. La narrazione procede con ritmo incalzante e con accattivanti effetti scenici, che permettono di moltiplicare la profondità dell’argomento. I piani di lettura sono moltissimi e tutti facilmente leggibili per i bambini. Una fiaba che fa riflettere, sorridere, divertire e anche un po’ commuovere.

 

Nota di regia:

Yaga e Michetta sono due figure che rappresentano la diversità. Entrambe oggetti di pregiudizio da parte della comunità, sono emarginate e viste come strane. Vittime di bullismo decidono di seguire due strade differenti: Yaga l’autoisolamento e la fuga dal confronto in primis da sè stessa, Michetta l’autoformazione e un processo che la porterà ad accettare la propria diversità. I destini dei due personaggi sono legati tra loro e l’evoluzione della prima è in relazione con l’evoluzione della seconda. Entrambe impareranno innanzitutto a comprendersi, accettarsi e a rapportarsi con l’altro in modo costruttivo.

Un viaggio “fantastico” nella foresta tenebrosa del proprio inconscio